Il Tirreno

Grosseto

SCUOLA 

«Noi lasciati soli» Gli insegnanti lanciano il primo “telesciopero”

Lina Senserini
«Noi lasciati soli» Gli insegnanti lanciano il primo “telesciopero”

Cattedre vuote e insegnanti non abilitati: «Alla riapertura in Maremma si rischia il caos». E il 20 stop alla teledidattica

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GROSSETO

Come ripartiranno le scuole a settembre? Sarà possibile garantire l’inizio regolare dell’anno scolastico ai circa 20 mila studenti grossetani?

Non ci saranno solo i “postumi” dell’emergenza coronavirus con oltre tre mesi di didattica a distanza alle spalle, ma una situazione ormai cronicizzata che si ripete puntuale ogni anno: cattedre vuote, graduatorie esaurite in tutte le materie, regolare ricorso ai precari.

L’allarme arriva dalla Flc (Federazione dei lavoratori della conoscenza) della Cgil Grosseto, per voce del segretario provinciale Cristoforo Russo che punta il dito su una situazione già complessa, resa ancora più a rischio dalla navigazione a vista delle ultime settimane e da un sistema che ha retto il colpo quasi esclusivamente grazie alla buona volontà di insegnanti, dirigenti e personale amministrativo. E annuncia battaglia, la federazione grossetana, con una mobilitazione il 20 aprile, che parte dal capoluogo maremmano con azioni coordinate in altre città toscane e con la Flc nazionale, in pressing sulla ministra Lucia Azzolina.

Sotto l’hashtag #iorestoacasaemanifesto, prevede una giornata di blocco della didattica a distanza. Gli insegnanti sono invitati a sospendere per quel giorno le lezioni e a partecipare a una video - assemblea sindacale provinciale (che è possibile seguire su Meet al link meet.google.com/gfx-mper-ors), durante la quale interverranno anche Manuela Pascarella, responsabile del precariato e reclutamento docenti della Flc-Cgil, e Pasquale Cuomo, segretario regionale.

«Quest’anno più che mai – dice Russo – la scuola avrebbe bisogno di ripartire subito a pieno regime, per recuperare gli inevitabili gap della didattica a distanza. I ragazzi saranno promossi a prescindere e chi non ha potuto o saputo trarre il massimo dalle lezioni on line si troverà in svantaggio».

Al di là dell’organizzazione delle singole scuole, di cui Il Tirreno ha dato un ampio spaccato nei giorni scorsi, infatti, le criticità di questa forma di insegnamento ci sono e riguardano aspetti cruciali, come la qualità dell’apprendimento, il peso sostenuto dalle famiglie e soprattutto le difficoltà per bambini e ragazzi con disabilità o con disturbi dell’apprendimento. Per loro «la didattica a distanza ha limiti oggettivi, è una forma di insegnamento che va bene in emergenza, ma è antidemocratica non essendo la base di partenza uguale per tutti. Non solo, ma gli insegnanti si sono rimboccati le maniche e si sono messi al lavoro fin dall’inizio senza avere precise indicazioni, né essere formati, in molti casi privi di strumenti, che i precari hanno acquistato di tasca propria non avendo diritto alla “carta insegnante”. Eppure, piano piano, con lo sforzo di tutti, la situazione si è normalizzata, ma i lavoratori della scuola e i dirigenti sono stati lasciati soli dal ministro Azzolina a gestire una situazione senza precedenti, con direttive in contraddizione l’una con l’altra, fino all’ultimo decreto – aggiunge Russo – che consegna la riapertura dell’anno scolastico al caos».

In provincia di Grosseto ci sono 32 scuole, dall’infanzia al secondo ciclo del superiore, nelle quali ci saranno a settembre diverse centinaia di cattedre da assegnare in ruolo e circa 400 solo per il sostegno, con un esercito di insegnanti non abilitati che non riusciranno a coprirle tutte. Nell’anno scolastico che sta per finire, ai precari sono state assegnate 781 cattedre, che nel prossimo aumenteranno, perché andranno in pensione circa 150 insegnanti. Si dovrà ricorrere ancora di più alle domande di immediata disponibilità, le “Mad” che non hanno un ordine di merito e che ogni scuola gestisce in proprio con il lavoro della segreteria. Intanto il Ministero non aggiorna le graduatorie di seconda e terza fascia «perché – spiega Russo – deve essere potenziato il sito. Una motivazione risibile, se si pensa che la scuola va avanti da un mese con le lezioni telematiche. Così come non si parla dei percorsi abilitanti. Da tempo chiediamo che vengano abilitati gli insegnanti per titoli e servizio con formazione ed esame orale finale, perché i tempi per fare il concorso come è stato strutturato, a prescindere da quello che sostiene la ministra, non ci sono. Se non si corre subito ai ripari la riapertura dell’anno scolastico sarà drammatica». —«I

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