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La strage dei delfini Mai così tanti cetacei spiaggiati negli ultimi 34 anni

Alfredo Faetti
La strage dei delfini Mai così tanti cetacei spiaggiati negli ultimi 34 anni

Nel 2019 sono stati 59, tre volte più della media La causa più comune dei decessi è stata il morbillivirus

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Il passaggio più rappresentativo è a metà dell’articolo redatto dall’Arpat: «Nel 2019 si è quindi registrato il numero più alto di cetacei spiaggiati in Toscana dal 1986». Anno in cui prese il via il primo monitoraggio su questo fenomeno nella nostra regione.

«Il trend 1986-2019 mostra un numero medio di circa 19 (19,17) animali l’anno», scrive ancora l’agenzia regionale. Lo scorso anno sono stati ben 59. Nel 2018 erano stati 23. Un 2019 tragico per i cetacei, specie per i delfini, colpiti duramente dal morbillivirus, ritrovati morti o moribondi lungo le coste del sud Toscano.

Di questi 59, ben quindici ne sono stati ritrovati in Maremma, da Follonica fino a Capalbio. Il frequente ritrovamento di delfini lungo il litorale l’estate scorsa ha riempito anche le cronache grossetane, seconde soltanto a quelle livornesi e versiliesi. Il motivo sta nell’organizzazione della natura. La specie più colpita dal morbo marino è stata il tursiope, animale che si muove in branco e nei mari toscani ce ne sono due: uno al largo della Versilia e uno all’isola d’Elba. Gli spiaggiamenti riscontrati in Maremma sono legati soprattutto a questo secondo branco, sebbene anche altre specie siano state recuperate lungo le rive nostrane.

Nell’articolo dell’Arpat, che anticipa un report più dettagliato che uscirà nei prossimi mesi, si spiega che i 59 ritrovamenti sono composti da «18 stenelle, 31 tursiopi, 2 capodogli, 8 cetacei rimasti indeterminati a causa dell’avanzato stato di decomposizione».

Un numero risalta tra quelli citati: quello sui tursiopi. «Questo dato rappresenta il numero più alto (31 esemplari) mai registrato – spiega Arpat –Di solito la specie più frequente è sempre stata la stenella striata». Ma altri numeri raccontano la strage consumata la scorsa estate: «il 59 per cento degli eventi (35 su 59) del 2019 si è concentrato nel periodo estivo giugno-settembre, con 22 tursiopi (il 62 per cento di questa specie) registrati e solo 6 delle 18 stenelle registrate in tutto l’anno (il 33 per cento)».

È stato quello il momento in cui gli esperti hanno parlato di un focolaio di morbillivirus.«Il periodo estivo – scrive Arpat – ha destato non poca preoccupazione per il susseguirsi di spiaggiamenti concentrati in relativamente pochi giorni e quasi tutti a carico di un’unica specie. I delfini recuperati erano piuttosto freschi, morti da poche ore ed in tre casi sono stati avvistati in grandi difficoltà, ma ancora vivi, in acque molto basse o addirittura già fermi sulla battigia».

I ritrovamenti poco dopo la morte hanno permesso di fare analisi accurate, portate avanti dai veterinari dell’Istituto zooprofilattico di Pisa, che hanno campionato tutti gli organi e tessuti per analisi patologiche, parassitologiche, virologiche, batteriologiche. Inoltre è stato prelevato lo stomaco di 15 esemplari, per lo studio della dieta e la ricerca di eventuale marine litter, soprattutto plastiche. Ma la causa dei decessi, nella gran parte dei casi, è stato ricollegato al morbillivirus: un’epidemia che a sua volta ha fatto sentire il suo peso in Toscana e in Maremma. —



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