Gioco
Finanziamenti, 30mila famiglie in affanno dalla Maremma all'Amiata
Grosseto, sono coloro che non riescono a onorare i pagamenti delle rate, secondo Federconsumatori. E l'ombrello della sospensiva non copre chi ha fatto richiesta di cessione del quinto o ha una carta revolving.
GROSSETO. Potrebbe non essere sufficiente a ridare ossigeno alle famiglie la sospensiva concessa dal ministero dell’economia a chi – a causa degli effetti dell’emergenza sanitaria da coronavirus – non riesce più a far fronte al pagamento delle rate per rientrare della liquidità concessa, a suo tempo, dagli istituti di credito. Il beneficio della messa in stand-by delle rate scatta per chi – lavoratore dipendente o autonomo – è titolare di un mutuo per l’acquisto della prima casa con importo non superiore a 250mila euro, e può documentare di aver subito una riduzione dell’orario di lavoro (se dipendente) o un decremento dei propri introiti o del proprio fatturato (se è un autonomo). «Ma nulla è stato previsto – alza il velo Giorgio Romualdi, presidente di Federconsumatori Grosseto – per coloro che avevano richiesto un finanziamento, la cessione del quinto o hanno una carta revolving».
NEL GUADO
Chi ha dunque stipulato un mutuo per l’acquisto della prima casa e può dimostrare di aver subito effetti economici a seguito dell’emergenza sanitaria può godere della sospensiva, ma chi ha sulle spalle il piano di rientro per un finanziamento “altro” rimane fuori dall’ombrello della tutela, secondo l’associazione pro diritti del cittadino. E nel guado per questo genere di empasse ci sarebbero, secondo la stima di Federconsumatori Grosseto, 30mila famiglie, dalla costa maremmana all’Amiata alle Colline Metallifere.
E LE BANCHE CHE FANNO?
E difficoltà ci sarebbero anche per coloro che vogliono beneficiare della messa in stand-by del pagamento delle rate di un mutuo. Nel decreto ministeriale del 25 marzo – frutto di due interventi che si sono susseguiti, il decreto legge 9 del 2 marzo 2020 e il decreto legge 18 del 17 marzo 2020 – «sono stati predisposti i modelli necessari e l’elenco della documentazione necessaria per la richiesta – sottolinea Romualdi – ma non tutte le banche si sono adeguate. E ciò mette in grave difficoltà i clienti, esponendoli al rischio di segnalazioni (come cattivi pagatori, ndr) alla Centrale Rischi e/o Crif, che intercettano il mancato pagamento e inseriscono il cliente in una black list la cui permanenza può provocare in futuro difficoltà nell’accesso al credito».
«NOI CI SIAMO»
Nonostante la momentanea chiusura degli sportelli, Federconsumatori è a disposizione dei cittadini: per fornire informazioni e, eventualmente, le competenze e il sostegno per perfezionare richieste di beneficio; chiunque può scrivere un’email a fct.grosseto@federconsumatoritoscana.it e fct.follonica@federconsumatoritoscana.it o contattare il numero 335-7246566, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.
IL DONO SOLIDALE
Volendo contribuire a sostenere le famiglie che in questo momento si trovano in grave difficoltà economica, Federconsumatori Grosseto ha stanziato un contributo di 1.500 euro a favore del Coeso, braccio operativo per venti Comuni della provincia di Grosseto nella raccolta e nella valutazione delle richieste per l’ottenimento dei buoni spesa, che la Società della Salute potrà dunque impiegare a tale scopo.
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