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Geotermia, appello a Conte «Gli appalti vanno snelliti»

Fiora Bonelli

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Fiora Bonelli / grosseto

L’attività legata alla geotermia deve servire a risollevare le aziende dei territori che sfruttano il vapore. Nove sindaci dell’area geotermica toscana scrivono al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi perché mettano in atto, nel settore dell’energia geotermica, misure tali da tutelare l’economia dei territori e dell’intera nazione.

I sindaci di Pomarance, Castelnuovo di Val di Cecina, Montieri, Monterotondo Marittimo, Chiusdino, Radicondoli, Monteverdi Marittimo, Arcidosso e Santa Fiora, «come istituzioni locali di un vasto territorio, sede di una importante industria strategica per l’Italia», dicono, hanno in questi giorni mantenuto il contatto con l’imprenditoria dei rispettivi territori, rassicurando sugli intenti del Governo, di adottare misure necessarie a sostegno delle imprese, ed attivando iniziative anche dei nostri Comuni nella stessa direzione.

Ma cosa chiedono ai due presidenti le aree a sfruttamento geotermico lo spiegano i sindaci di Arcidosso Jacopo Marini e di Santa Fiora Federico Balocchi.

«Ci sono aziende – chiarisce il primo cittadino di Arcidosso – che lavorano con Enel nell’indotto geotermico e che per partecipare alle gare devono sottostare a procedure di appalto simili a quelle pubbliche. Chiediamo, invece, di velocizzare gli appalti e di rendere possibile che Enel possa privilegiare le imprese dei territori. Questo sulla scorta di un percorso già avviato con Enel tempo addietro». E il sindaco di Santa Fiora Balocchi aggiunge: «I nostri paesi sono fragili e le aree montane già aree di crisi. Oltre tutto adesso il dramma Covid 19 rende ancora tutto più difficile. Chiediamo dunque che Enel sia svincolata dalla rigida disciplina degli appalti per permettere che siano le aziende dei territori a poter lavorare nell’indotto geotermico».

Nella lettera dei nove sindaci toscani ai due presidenti si chiede proprio quanto esplicitato da Marini e Balocchi: «Per questa zona toscana che si estende nelle province di Pisa, Siena e Grosseto, è necessario un diretto intervento per valutare la possibilità di assumere misure di emergenza per derogare alle normali procedure adottate da Enel per l’affidamento di lavori, manutenzioni, appalti e forniture nel settore dell’industria geotermica».

Appalti più agili, dunque e occhio particolare alle aziende dei territori su cui ricadono le centrali geotermiche: «Poiché la produzione di energia elettrica non si è interrotta, e nel breve periodo si potranno riattivare lavori e investimenti – prosegue la lettera – sarebbe logico che Enel, disponendo di un indotto efficiente rappresentato dalle imprese territoriali, derogasse alle proprie policy aziendali mediante un accordo con Governo, Regione toscana e Comuni dell’area. La gran parte delle attività industriali e delle aziende di questo territorio troverebbero in questa operazione una soluzione sufficientemente solida per affrontare le criticità». –

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