Il Tirreno

Grosseto

l’iniziativa a follonica 

Youtube e Skype per detenuti e stranieri

L.S.

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GROSSETO

Dove non arriva la disponibilità di mezzi idonei per studiare e apprendere, arriva la fantasia e l’iniziativa delle persone. In questo caso di un gruppo di docenti della sede follonichese del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che insegnano la lingua italiana per lo più ai migranti.

Non potendo seguire tutti i loro studenti, molti dei quali devono ripartire da zero pur avendo una laurea conseguita nel Paese di origine, si sono inventati dei brevi filmati intitolati “Pillole contro il coronavirus”, caricati su Youtube e spediti su whatsapp. Sono informazioni sul comportamento da tenere per evitare il contagio per se stessi e gli altri: lavarsi spesso le mani, indossare la mascherina, non toccarsi, non abbracciarsi, spiegate in un italiano semplice e accompagnate da focus di grammatica elementare. Un modo per unire “l’utile all’utile”, non interrompere il contatto, non “perdere” le persone iscritte, assolvendo anche al ruolo sociale dell’istituzione scolastica. Un ruolo che diventa ancora più importante nel disagio della detenzione. Tra le persone che seguono i corsi del Cpia c’è anche un gruppo di 30 detenuti della casa circondariale di Massa Marittima, 14 dei quali per l’alfabetizzazione base di italiano e il resto che segue lezioni per la licenza media o per il biennio superiore. Per loro il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, il 20 marzo, ha autorizzato l’uso di Skype, già previsto per i colloqui con le famiglie, per fare lezioni sincrone con i docenti. Divisi in piccoli gruppi, due volte alla settimana si ritrovano negli spazi delle visite e lavorano come se l’insegnante fosse realmente presente. — L.S.

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