La protesta
L’imprenditore D’Amore dà uno scossone «Cari politici, fatevi sentire forte e chiaro»
Secondo il titolare della Damoka i commercianti sono lasciati in balia delle loro paure: «Serve un punto di riferimento»
Dal giorno in cui ha pubblicato un semplice sfogo su Facebook la casella postale di Alessandro D’Amore, il titolare della nota azienda Damoka di Follonica, è intasata dai messaggi inviati dagli imprenditori locali che si sono riconosciuti in quelle parole. «Piccole, medie e grandi imprese abbandonate al niente – ha scritto D’Amore su Facebook alcun giorni fa – amministrazioni comunali, come la pensate, bisogna rimanere tranquilli? Credo che in questi casi basterebbe una telefonata, siamo 300 non 300mila. Siamo i soliti quindi fatevi sentire ma non alla Damoka: alle 400 attività di somministrazione che oggi non sanno nemmeno dove mandare una email. Abbiamo paura e voi servite a questo».
Il messaggio ha dato il via a una serie di commenti e la richiesta, tra le tante, è stata anche quella che i due candidati a sindaco, Andrea Benini e Massimo Di Giacinto, esprimano la propria idea sulla questione. Il Tirreno ha chiesto ad Alessandro D’Amore di spiegare il suo punto di vista sulla situazione locale. «L’emergenza è adesso, è qui – dice D’Amore – non possiamo pensare di occuparcene in un secondo momento. Allora sarà troppo tardi. È questo il momento di mettersi in gioco ed è fondamentale pensare a delle strategie da mettere in atto fin da subito». Il pericolo secondo l’imprenditore è quello di vedere chiuse, nello strettissimo giro di pochi mesi, il 70% delle attività commerciali della città. Si tratta di una percezione dell’emergenza che a quanto pare è comune ai tanti imprenditori che hanno scritto a D’Amore in cerca di sostegno reciproco. «Purtroppo c’è disinformazione – dice D’Amore – La comunicazione che è messa in atto dall’amministrazione si limita a fornire il bollettino della sera, dove vengono elencati i nuovi casi di Coronavirus. Ma se la politica non si fa sentire vicino alle persone, saranno tutti nel panico e a brevissimo sarà un problema gestire l’emergenza».
Insomma, per D’Amore serve una figura di riferimento alla quale potersi affidare in questo momento tanto drammatico per le attività commerciali. «C’è bisogno di supporto e di qualcuno che sia in grado di far sentire la propria vicinanza perché in questo momento la disinformazione regna sovrana. Ci stiamo scordando completamente la strategia della ripartenza che dovrebbe essere già stata studiata. Questo purtroppo non è un acquazzone ma è qualcosa di ben diverso e servono azioni concrete. Invece i commercianti sono lasciati lì, in balia dei pensieri negativi». D’Amore spiega poi che le riaperture avranno dei costi altissimi, e nel frattempo non si sono bloccate bollette e canoni di affitto. «Io ho la fortuna di avere un’azienda media che ha possibilità di confronto con dei legali ma chi non se lo può permettere come fa? Chi ha solo se stesso da quale strategia riparte? E come passa le nottate? Il presidente Conte ha parlato di intervento dei Comune dal punto di vista dell’aiuto, ha parlato di una guida – conclude D’Amore – Se il comune di Follonica non vuole essere visto come quello che chiede i soldi e basta deve farsi sentire con voce chiara». –
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