Gioco
Zero contatti con i pazienti Covid: ci pensa il medico
Nessun esterno ha accesso alla “bolla” dove si trovano i positivi. Attivato un numero di telefono per chiedere informazioni sui ricoverati
grosseto
Non possono ricevere visite i pazienti che si trovano nell’area covid dell’ospedale di Grosseto, ma anche per quelli ricoverati per altre patologie, il contatto con i familiari è ridotto al minimo.
È uno degli aspetti umani che più colpisce del dramma coronavirus, cui si aggiunge la difficoltà per i familiari di parlare con i medici e conoscere le condizioni di salute dei propri cari.
La Asl si è di conseguenza organizzata con nuove modalità di comunicazione con i parenti più stretti dei pazienti affetti da coronavirus. «Nell’area Covid del Misericordia – scrive l’Azienda in un comunicato – è stata allestita una postazione di call center dove due operatori ricevono le chiamate dei familiari e raccolgono le loro richieste. Il servizio ha un numero telefonico dedicato, 056448547, che solo i familiari stretti dei ricoverati possono contattare, dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 12. 30. Gli operatori una volta raccolte le richieste, passano la documentazione ai medici tutor che provvederanno a richiamare i parenti. Gli stessi operatori si occupano anche di recuperare gli effetti personali dei pazienti, portati dai familiari in un’area apposita fuori dalla struttura, che poi forniscono ai colleghi impegnati nei moduli di degenza», aggiunge la nota dell’Azienda. In questo modo, viene assicurata la comunicazione con chi a casa attende di poter riabbracciare i propri cari, mettendo le famiglie a conoscenza del quadro clinico e della generale condizione del ricoverato. Per quanto invece riguarda gli ospedali cosiddetti “No Covid”, le visite sono consentite, ma con una diversa organizzazione rispetto a quanto accadeva prima dell’emergenza e sempre tenendo conto delle indicazioni nazionali e regionali sulla sicurezza. «In linea di massima – spiega la Asl – l’accesso è consentito a un solo familiare per degente, con fasce orarie ridotte, nel pieno rispetto dei percorsi di sicurezza e delle misure precauzionali. Nessun visitatore può entrare, con eccezione dei degenti gravi, previa autorizzazione del responsabile del reparto e un unico familiare». L’accesso alle strutture avviene passando obbligatoriamente dal check point, dove gli addetti controllano la temperatura e distribuiscono le mascherine. Infine, le residenze per anziani, le Rsa, dove dall’inizio dell’emergenza le visite non sono ammesse. L’Azienda ha acquistato cento tablet da destinare agli ospiti delle strutture di tutto il territorio, (Grosseto, Siena e Arezzo), con i quali mettersi in contatto con i parenti, con il supporto del personale. A questo proposito, ha anche lanciato un appello a donare tablet per le residenze sanitarie. Chi ha la possibilità di farlo può scaricare il modulo dal sito della Asl, alla pagina riservata al coronavirus, “F. A. Q. ”, “Fare una donazione all’Azienda Usl Toscana sud est”. —
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