La protesta
Le sarte di Capalbio hanno prodotto 4mila mascherine subito distribuite
Un aiuto contro il contagio da Covid-19: la Racchetta incaricata della consegna alla popolazione. Volontari a disposizione nella sede di Borgo Carige.
CAPALBIO. La Racchetta di Capalbio ha distribuito circa 4mila mascherine. L’associazione di volontari che ha sede a Borgo Carige, è in prima linea per combattere l’emergenza coronavirus. Sin dal primo momento in cui si è presentata l’emergenza, ha subito cercato di darsi da fare per rendersi utile andando oltre il servizio che solitamente è chiamata a svolgere nel settore antincendio e di controllo nelle grandi manifestazioni locali.
Il primo bisogno che si è subito registrato è stata la mancanza di mascherine. «Mancavano – spiega un volontario della Racchetta, Bruno Piccolotti – e per questo ci siamo subito dati da fare. Una nostra volontaria, Giovina Di Virgilio, si è data subita da fare per realizzarle».
«Non appena hanno aperto il Coc, cioè il Centro operativo comunale – dice la stessa Giovina – c’era carenza di mascherine. Allora mi sono detta “facciamole” e ho chiesto ad alcune volontarie di darmi una mano. Ho poi scoperto che in realtà erano in molte le donne che si stavano dando da fare. Da quel momento abbiamo strutturato una vera e propria azienda. Ho creato un gruppo WhatsApp che ho chiamato Sartine. La sera ci mandiamo i messaggi per fare il punto di quello che serve per realizzare le mascherine. La mattina dopo un volontario fa il giro per consegnare i kit col materiale e nel frattempo ritira le mascherine che sono state realizzate».
Il problema principale sono infatti le materie prime che, vista la situazione, scarseggiano. Eppure nonostante tutto, le sartine capalbiesi sono state in grado di realizzare circa 4mila mascherine. Sanno che non si tratta di un presidio medico ma sono sicuramente d’aiuto a chi ne è sprovvisto e magari deve usarle per andare a fare la spesa o stare al pubblico. «Un altro problema che abbiamo avuto – dice Giovina – è quello delle macchine da cucire che non erano abituate a sostenere ritmi di lavoro tanto intensi. Alcune si sono danneggiate e ce ne sono state offerte circa una quindicina che ci hanno permesso di svolgere il nostro lavoro».
Le sartine capalbiesi hanno realizzato, in un solo giorno, fino a 750 mascherine. «Tutto questo – aggiunge la volontaria – ci ha fatto riscoprire umanità e solidarietà. Quando tutto finirà sarà bello potersi ritrovare e condividere le nostre esperienze». Tutta la distribuzione che viene fatta dalla Racchetta è completamente gratuita. «Tutto è possibile – continua Piccolotti – grazie all’impegno di numerose sartine, donatori di materia prima, cui va un sentito ringraziamento. Un grazie infinito va alle sartine capalbiesi, un nutrito numero di donne di varia età che non hanno lesinato il loro impegno e la loro capacità sartoriali per l’ottenimento di questo obiettivo. La distribuzione delle mascherine e tutte le attività di volontariato si sono estese, in collaborazione con l’Avis, anche al Comune di Orbetello. Mentre si distribuiva le mascherine – spiega Piccolotti – si provvedeva anche ad effettuare le consegne di generi alimentari alle persone e alle famiglie in grave difficoltà. Insieme a queste spontanee iniziative di attività solidale i volontari di Capalbio hanno garantito e continueranno a farlo, per tutto il periodo nel quale sarà necessario. I volontari si sono messi a disposizione, in vari turni, presso la sede della Racchetta, per qualsiasi necessità del territorio, dando la disponibilità alla partecipazione al tavolo del Coc di Capalbio».
La Racchetta si è anche occupata della sanificazione delle strade delle frazioni del comune effettuata durante le ore notturne.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.38678300:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.38678300:1652772899/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
