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La pandemia non ferma il lavoro degli oncologi «I percorsi sono sicuri»

Lina Senserini
La pandemia non ferma il lavoro degli oncologi «I percorsi sono sicuri»

Il dottor Carmelo Bengala: «La nostra attività prosegue come sempre» Ecco come sono stati riorganizzati i servizi per combattere i tumori 

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GROSSETO

L’epidemia di coronavirus non ha fermato l’assistenza alle persone che soffrono di tumore. Tutti gli ospedali della provincia di Grosseto, a partire dal Misericordia, fino a quelli di Massa Marittima, Castel del Piano, Orbetello e Pitigliano sono organizzati per il day hospital e le attività ambulatoriali, così come sono rimasti invariati i percorsi oncologici di accoglienza, diagnosi, valutazione e terapia.

Lo prevedono le linee guida nazionali e regionali che hanno indicato quali servizi non possono essere sospesi nella fase di emergenza per il Covid-19. E l’oncologia non può essere che una di questi.

A cambiare semmai, ma è necessario per la sicurezza dei pazienti, alcune attività di follow-up che possono essere fatte per telefono o in videochiamata, per limitare al minimo indispensabile gli accessi nelle strutture sanitarie ed evitare l’affollamento.

«La rassicurazione che vogliamo dare a tutti i cittadini, non solo ai pazienti oncologici – spiega Carmelo Bengala, direttore dell’Oncologia medica di Grosseto – è che la nostra attività prosegue come sempre. Sia per quanto riguarda la diagnostica, le prime visite, le riunioni dei Gom, i gruppi oncologici multidisciplinari, sia ovviamente le sedute per la chemioterapia, che vengono eseguite in day hospital in tutti gli ospedali della provincia, sia per la radioterapia. Così come proseguono le visite per i pazienti richiamati dal Centro screening e le attività del laboratorio di biologia molecolare per gli esami genetici necessari a individuare la terapia più appropriata».

Il messaggio è chiaro, anche per chi, in questo periodo, dovesse trovarsi ad avere un dubbio sulla propria salute. La prima visita oncologica è garantita in 24-48 ore e il sistema di accesso è lo stesso di sempre: ricetta “rossa” del medico di famiglia con indicazione di “prima visita oncologica” e si prende appuntamento chiamando il numero 0564 485275, cui risponde l’aiuto point. «Questa è la porta di accesso che non abbiamo mai chiuso – aggiunge Bengala – il primo contatto con la nostra struttura, che ora consigliamo di chiamare per telefono, anziché andarci di persona, per ovvie ragioni di sicurezza. Non vogliamo che venga abbassata la guardia di fronte a sintomatologie sospette pensando di rimandare alla fine dell’emergenza. Non ha alcun senso perché proseguono regolarmente le visite oncologiche, l’attività diagnostica della radiologia e dell’anatomia patologica, il servizio di day service per il nodulo del seno».

Anche per le circa 6mila persone che sono seguite dagli oncologi grossetani poco è cambiato, se non per alcune attività che non richiedono necessariamente la presenza in ospedale. Le visite di controllo sono esaminate caso per caso e precedute da una telefonata, in cui il medico verifica lo stato di salute generale, valuta eventuali accertamenti fatti, fissa un appuntamento successivo.

In ambulatorio al momento sono chiamati solo i pazienti che devono essere visti di persona e il loro accesso è garantito nella massima sicurezza: al check point si misura la temperatura, si igienizzano le mani, si entra con la mascherina e i familiari aspettano fuori. Lo stesso per chi deve fare la chemioterapia in day hospital, mentre chi fa terapie orali a domicilio viene seguito dal medico per telefono.

«Abbiamo fatto un lavoro capillare e studiato – conclude Bengala – per rivedere i percorsi affinché i pazienti siano seguiti nel migliore dei modi negli ospedali del territorio, spostando anche la chirurgia oncologica da Grosseto, hub per il coronavirus, a Orbetello e Massa Marittima». —

Lina Senserini

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