Toscana
Più svago, giochi e videochiamate ai familiari: così tuteliamo i nonnini
La residenza Caravaggio è chiusa alle visite dal 2 marzo Il personale “fa le veci” dei parenti che gli ospiti non vedono
Gli operatori indossano le mascherine ma sopra è stato attaccato il disegno di una bocca che sorride: dà un’apparenza di normalità al viso coperto; durante il pomeriggio le visite sono state sostitute dalle videochiamate, fatte con i computer e con le casse acustiche, perché a una certa età non sempre si sente molto bene; i momenti di vita sociale si sono intensificati e i giochi sono uno sfogo alla noia: si rende più sopportabile il tempo che deve trascorrere. È questa la nuova normalità nella residenza per anziani Caravaggio di Scarlino, gruppo la Villa, diretta da Emanuele Passaseo.
La regola da seguire, per quanto possibile, è “niente entra e niente esce” e gli operatori cercano di rispettarla alla lettera. «Dal 2 marzo abbiamo iniziato un isolamento totale per i 60 ospiti ma già prima avevamo ridotto molto le visite dall’esterno – spiega il direttore – e a un certo punto è avvenuto qualcosa di inaspettato: abbiamo incontrato il buonsenso dei parenti che hanno accettato di buongrado. Abbiamo cercato di fare breccia nelle loro coscienze cercando di spiegare che sarebbe stato meglio interrompere le visite». Dal 2 marzo la struttura è così rimasta chiusa alle persone esterne ed è stato difficile mantenere la normalità o, perlomeno, l’apparenza di una normalità, per far sentire i tanti anziani al sicuro ma anche amati. «Abbiamo dovuto fare il nostro lavoro ordinario ma anche fare le veci dei cari, a livello emotivo – dice Passaseo – Quindi insieme alle animatrici Isabella Bernardini e Noemi Valeriani abbiamo cercato di studiare un modo per riuscire a mantenere anche in questo clima di isolamento i contatti affettivi con gli ospiti».
Sul tavolo sono allora comparse una serie di tecnologie, tutte a disposizione per fare le videochiamate che sono state molto apprezzate dagli anziani. «Abbiamo intensificato le attività di socializzazione con giochi che potessero avere valenza fisioterapica – dice Passaseo – E siamo sempre stati in contatto con i familiari tramite una chat dove giornalmente viene data comunicazione delle attività svolte». «La disciplina e la cautela» per Passaseo sono sempre stati in primo piano senza però dimenticare il buonumore: «Il personale indossa guanti e mascherine ma cerchiamo anche di portare il buonumore nella struttura – dice – non nascondo che è stato necessario anche fare molto counseling tra i 45 dipendenti perché è un momento molto difficile per tutti. Dobbiamo reggere e il buonumore in questo senso è fondamentale altrimenti non saremmo in grado di portare avanti questo lavoro». E Passaseo conclude: «Sappiamo cosa è successo in altre Rsa dove ci sono stati numerosi contagi e siamo vicini ai nostri colleghi».
«Alcuni ospiti non hanno familiari – racconta l’animatrice Isabella Bernardini – ma c’è stata una ricerca degli amici di queste persone tramite Facebook e siamo riusciti a fare videochiamate che sono state molto apprezzate. Persone isolate che adesso hanno avuto una sorpresa molto piacevole». Le iniziative non mancano: «Oltre alle chiamate – continua – giochiamo a pallone e costruiamo cose, facciamo i cestini per la Pasqua e abbiamo anche disegnato i sorrisi da attaccare sulle mascherine, perché si ride anche con gli occhi ma non è la stessa cosa». Non ultima la gestione dei dispositivi: la tv serve solo per guardare programmi piacevoli e poi tanta musica classica e il karaoke per divertirsi in gruppo. –
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