Gioco
Colpi di pistola, poi la fuga Il fermo sull’autostrada e la confessione di Genao
grosseto
La polizia sta ricostruendo tassello dopo tassello il difficile quadro della sparatoria di via della Pace.
Tutto era cominciato la sera del 23 dicembre, intorno alle 21 con quello che appariva come un banale incidente stradale: all’interno dell’auto vi era una persona in gravissime condizioni, Omar Sar, poi portato alle Scotte di Siena e morto nella notte per le ferite di arma da fuoco riportate, specialmente quella alla testa. Nell’auto c’erano una pistola scacciacani, dei telefoni cellulari, dei soldi. Quella sera stessa, era finito all’ospedale di Grosseto Mor Talla Diop, ferito al collo anch’egli da un’arma da fuoco. Le indagini si erano concentrate subito su Bernard Edikson Genao, perché risultava abitare lì. Era stato fermato il 26 lungo l’Autostrada dei Fiori, a pochi chilometri dal confine con la Francia. Il fermo era stato poi convertito in arresto per omicidio e tentato omicidio e Genao, che aveva confessato dando una propria ricostruzione («mi volevano rapinare»), è ancora in carcere a Sollicciano. Secondo le prime conclusioni, Geano avrebbe sparato contro i due senegalesi, Sar e Diop, al termine di una trattativa per una grossa partita di droga, perché verosimilmente ci sarebbe stato un tentativo di pagare la cocaina con denaro fasullo e Genao avrebbe reagito sparando. Agli investigatori il dj dominicano aveva raccontato di essere fuggito lungo l’Aurelia prima in direzione sud, poi verso nord, verso Livorno. E in questo tragitto si sarebbe sbarazzato della pistola, non ancora ritrovata.
Il 2 gennaio era finito in carcere Diop, sospettato di rapina in concorso con Sar per la trattativa relativa alla partita di droga. — P.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
