«Mi hanno dato dello sceriffo» Berardi pronto alla querela
orbetello
Post e commenti social sono finiti sulla scrivania di un avvocato. È la decisione presa dal consigliere comunale e senatore Roberto Berardi dopo un post dedicatogli da un cittadino di Orbetello.
Tutto è scaturito dalla presenza del senatore vicino a una pattuglia della polizia locale ad Albinia. Una presenza che gli è valsa l’appellativo di “sceriffo” nel post incriminato con tanto di foto del sergente Garcia a corredo. Berardi, per tutta risposta, sempre domenica, ha scritto un altro post, mostrando anche i commenti e i “mi piace” messi sotto il post, nel quale ha precisato che «tra varie offese e minacce mi attribuiscono il ruolo di sceriffo; sinceramente ho la delega ai lavori pubblici, alla protezione civile e alla polizia municipale ma nessuno sceriffo: non posso arrestare nessuno, nemmeno multare, ma posso difendere i cittadini in difficoltà. Questo faccio e non smetterò mai di farlo».
Il senatore non si è però limitato a scrivere sui social ma – dice – «ho stampato tutto a colori, informato il mio avvocato, i carabinieri e procederemo come la legge prevede. Ringrazio tutti i cittadini, tantissimi, per la vicinanza dimostrata e gli attestati di stima nei miei confronti. Continuerò come sempre a fare il mio dovere».
Il comportamento di Berardi non è piaciuto però a Mauro Barbini, segretario dell’Unione comunale del Pd di Orbetello. «Quanto accaduto con le azioni del consigliere Berardi su Facebook – commenta Barbini – è di una gravità inaudita. Berardi ha esposto al pubblico ludibrio nomi e cognomi di cittadini che avevano avuto l’ardire di manifestare simpatia e vicinanza verso un post satirico di un privato cittadino. Tralasciamo il fatto che sia il senatore che il sindaco sembrano essersi dimenticati di quando da opposizione la satira la facevano loro nei confronti dell’allora maggioranza. Di questo ne abbiamo ampia e copiosa testimonianza in archivio digitale. Vogliamo invece denunciare con severità l’atteggiamento di Berardi che in una sorta di delirio da missione profetica – aggiunge il segretario Pd – ha emanato una lista di proscrizione nei confronti di chi si era permesso evidentemente di scherzare sui suoi comportamenti da consigliere delegato. Vogliamo anche evidenziare che proprio Berardi in questi giorni ha testimoniato su Facebook di essere intervenuto per risolvere questioni che spettano esclusivamente alle autorità preposte, che oltre ad essere autorizzate a farlo hanno anche le competenze professionali adeguate, cosa che evidentemente lui non ha e per farlo ha violato tra l’altro i divieti imposti dalle ordinanze del Governo e, fatto ancora più grave, ha presenziato in maniera del tutto illegittima ai posti di blocco della municipale mettendo tra l’altro in enorme imbarazzo e difficoltà gli operatori di polizia oltre che i cittadini fermati che vedevano violata la loro privacy». — ivana agostini
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