Attenzione
«Le Cascate del Gorello verso una gestione privata?»
saturnia
«Cascate del Gorello verso una gestione privata? ». La domanda sorge spontanea al Comitato Save Saturnia che, anche in questi giorni di incertezza e di difficoltà causate dalla pandemia mondiale di coronavirus, segue comunque con attenzione le azioni che l’amministrazione comunale di Manciano mette in atto nell’area delle Cascate del Mulino.
Quello che questa volta il comitato vuole segnalare è «una convenzione urbanistica a favore di un privato approvata durante il consiglio comunale del 20 marzo. Questa convenzione – spiega il comitato – permetterà di realizzare 300 metri quadrati di attività commerciale con servizi alle Cascate del Mulino». Una decisione presa dall’amministrazione con un consiglio comunale che non ha potuto svolgersi alla presenza del pubblico visto le nuove norme per la sicurezza per il contrasto al coronavirus. «Avremmo voluto assistere all’assemblea – commentano da Save Saturnia – ma purtroppo la decisione del sindaco Mirco Morini di svolgerla in videoconferenza, senza la trasmissione in streaming, non lo ha reso possibile. Siamo venuti a conoscenza delle delibere approvate soltanto dopo la pubblicazione dei verbali avvenuta sul sito istituzionale del Comune di Manciano. Noi ci battiamo da sempre per una gestione pubblica ed efficiente del sito naturalistico che preveda delle forme di introito a favore della comunità per il mantenimento dell’area e lo sviluppo turistico del territorio. In quest’ottica siamo rimasti sconcertati nell’apprendere che tale atto, non soltanto non contempla nessuna entrata per le casse comunali, ma rischia di rappresentare il primo passo verso una gestione privata».
Questa decisione è stata valutata, dal comitato, non solo «inopportuna” ma – sostiene Save Saturnia – “appare come un tentativo di sfruttare l’emergenza per far passare atti a porte chiuse che avrebbero causato un forte dissenso tra la popolazione. Inoltre – concludono – chiediamo con forza al sindaco di adottare lo streaming per i prossimi consigli comunali, rispettando in tal modo i criteri di trasparenza e tracciabilità sanciti dall’articolo 73, comma 1, del decreto legge del 17 marzo 2020». — i.a.
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