Attenzione
Idea, i buoni spesa per chi è in difficoltà si chiederanno con una telefonata
Grosseto. Un centralino screma e smista richieste gestito dal Coeso è l’ipotesi di Vivarelli Colonna: potrebbero aderire altri 19 sindaci ma non è detto che qualche Comune non scelga un'altra strada.
GROSSETO. Dalla costa maremmana alla montagna amiatina, dalle Colline Metallifere a quelle dell’Albegna, sfiora quota un milione e quattrocentomila euro il budget complessivo a disposizione dei sindaci della provincia di Grosseto, che i primi cittadini impiegheranno per assicurare la spesa alimentare alle famiglie messe in ginocchio dall’emergenza coronavirus.
CORSA CONTRO IL TEMPO
In queste ore chi governa i municipi è alle prese con giri di telefonate e videoconferenze-fiume per dare operatività all’iniziativa – straordinaria e urgente – messa in campo dal governo. Le risorse ci sono, ammontano a 400 milioni di euro per tutto lo Stivale – saranno contabilizzate nei bilanci degli enti come “misura urgente di solidarietà alimentare” – ma da parte dei sindaci ci vuole una buona dose di pragmatismo: anche perché a loro è riconosciuto un certo margine di manovra e di discrezionalità. Innanzitutto devono essere messi nero su bianco i requisiti in base ai quali si potrà godere del beneficio; poi bisogna mettere a punto un sistema snello e efficiente – ma anche equo – per la verifica delle credenziali; quindi escogitare lo schema perché la spesa – sotto forma di buoni o in prodotti – giunga a destinazione. Vediamo come si sta procedendo e quali sono le ipotesi in campo: perché molto è ancora in divenire.
LA MISURA
Il ministero dell’interno disporrà il pagamento di 400 milioni di euro ripartiti tra le regioni: è ciò che segnala un’ordinanza – la n. 658 – della Protezione civile. Le risorse dovranno essere impiegate per acquistare beni di prima necessità – da distribuire con l’ausilio delle associazioni del Terzo Settore – a chi è in gravi difficoltà economiche.
LA RIPARTIZIONE
Varia di molto la quota di risorse a disposizione dei singoli sindaci: oscilla da quota 464mila euro circa per il comune-capoluogo di Grosseto a 7. 330 euro previsti per Seggiano; in ordine, decrescente, a Follonica sono attribuiti 127mila euro, 90mila a Orbetello, 76mila a Monte Argentario; 67mila a Roccastrada, quasi 62mila a Gavorrano, un po’ più di 50mila a Massa Marittima e Manciano. I criteri con cui sono state fatte le ripartizioni sono due: l’80% della quota risorsa (320 milioni) è stato attributo in base alla popolazione residente in ogni Comune e il 20% (80 milioni) tenendo conto della distanza fra il valore del reddito pro capite di ciascun municipio e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione.
BUONI O PACCHI?
I sindaci hanno un buon margine di discrezionalità nel mettere in campo la misura urgente. Primo punto: i Comuni possono acquistare buoni spesa o possono acquistare direttamente generi alimentari e beni di prima necessità. Secondo: sia per l’acquisto che per la distribuzione potranno avvalersi del Terzo Settore. Terzo punto: per capire chi è in uno stato di necessità, possono rivolgersi agli enti che già si occupano della distribuzione alimentare in seno al programma operativo del Fondo di aiuti europei agli indigenti. Quarto: le amministrazioni possono aprire conti correnti ad hoc per donazioni a favore della misura urgente.
CHI HA DIRITTO
Un ruolo strategico nell’individuazione dei beneficiari – cioè coloro che risultano più esposti agli effetti economici dell’emergenza sanitaria: sarà svolto dagli uffici servizi sociali di ogni Comune. Un’altra linea guida sembra poi essere quella di dare priorità a chi non ha altri sostegni pubblici. Questo in termini generali.
L'IPOTESI IN CAMPO
A Grosseto c’è già un’idea su come procedere: l’ha spiegata il sindaco Antonfrancesco Vivarelli ieri dal suo profilo Facebook. Braccio operativo sarà il Coeso-Società della Salute. «Il nostro intento – dice Vivarelli Colonna – è quello di creare mediante il Coeso una dorsale telefonica, cioè attivare uno o più numeri telefonici che i cittadini possono contattare per chiedere e ottenere i buoni spesa, previa istruttoria telefonica e in ragione di una griglia selettiva e una quantificazione uguale per tutti che sono in via di elaborazione». Sul percorso indicato da Grosseto – che si affida al Coeso e ipotizza una scrematura-triage telefonica – potrebbero convogliare anche gli altri 19 Comuni “consorziati” nell’area socio sanitaria Amiata Grossetana, Colline Metallifere e Grossetana: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Castell’Azzara, Castiglione della Pescaia, Civitella Paganico, Cinigiano, Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Montieri, Roccalbegna, Roccastrada, Santa Fiora, Scansano, Scarlino, Seggiano e Semproniano. Ieri i sindaci “consorziati” si sono confrontati in una videoconferenza-fiume con il direttore del Coeso Fabrizio Boldrini. Ma solo oggi – alla luce dell’interpretazione della misura governativa da parte di Anci Toscana – si saprà con certezza se e quante saranno le adesioni.
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