La manifestazione
Poste, uffici chiusi e sportelli automatici che mangiano le carte
A Marina di Grosseto i residenti lanciano un appello per la riapertura della sede della frazione; e a Braccagni la sede è serrata dal 12 marzo e l'Atm non funziona: «Dove li prendiamo i contanti?».
GROSSETO. Mentre sta per volgere al termine il capitolo del pagamento anticipato delle pensioni agli sportelli di Poste Italiane, riemergono alcuni nodi irrisolti: e tali sono nonostante le battaglie intraprese dai sindaci di pressoché tutti i Comuni della provincia di Grosseto contro la società. Dalle chiusure di uffici postali mai riaperti dall’inizio dell’emergenza coronavirus – neppure in occasione del pagamento anticipato delle pensioni richiesto dalla ministra del lavoro Nunzia Catalfo – agli sportelli automatici che non funzionano, continuano le lamentele dei cittadini per un servizio che è essenziale.
QUI MARINA DI GROSSETO
Tra gli uffici postali chiusi all’indomani dell’inizio dell’allerta sanitaria e non più riaperti c’è quello della frazione di Marina di Grosseto. La serrata risale al 12 marzo, come si evince dal cartello sull’ingresso. Adesso i marinesi fanno sentire la loro voce, dopo che sull’argomento era intervenuto anche Davide Bartolini, segretario del Circolo Pd di Marina, con un sollecito che aveva indirizzato al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna perché facesse pressing su Poste Italiane. «Chiediamo la riapertura dell’ufficio postale – dicono alcuni residenti di Marina – tenuto anche conto che i cittadini attualmente residenti qui sono per lo più persone anziane: e non tutte hanno il bancoposta o un’automobile per andare a Grosseto». La loro richiesta è chiara.
QUI BRACCAGNI
Solleciti a Poste Italiane ma anche alle istituzioni perché si facciano portatrici delle esigenze dei cittadini – anche e soprattutto in questi giorni particolarmente difficili per tutti – arrivano anche dai braccagnini. In paese non solo l’ufficio postale è chiuso dal 12 marzo (come a Marina di Grosseto) – e chi ha l’abitudine di ritirare la pensione direttamente nell’ufficio è dovuto andare o ha dovuto farsi accompagnare a Grosseto – ma non funziona neppure lo sportello automatico, l’Atm: e pensare che Poste Italiane aveva caldamente invitato i pensionati di tutta Italia a incassare l’assegno mensile dagli Atm comodamente, in modalità self. «Lo sportello automatico non funziona – segnala Mario Giacomo Iacobucci – Questa mattina (ieri per chi legge) davanti agli uffici chiusi c’era la fila delle persone con la carta in mano. E qui a Braccagni sono in molti che hanno l’abitudine a utilizzarlo. Chiediamo che venga reso nuovamente operativo». Che lo sportello automatico abbia un guasto è chiaro e dovrebbe esserne a conoscenza anche la società; c’è infatti un cartello di avviso al pubblico-utente sul quale si legge: «Attenzione, Atm guasto. Trattiene la carta. Non utilizzare». Senza ufficio postale e con lo sportello automatico ko, i braccagnini che affidano i propri risparmi o le proprie entrate a Poste Italiane sono con le tasche vuote. «Se qualcuno ha bisogno di ritirare contanti – nota Iacobucci – che deve fare? Deve prendere l’auto e recarsi a Grosseto?». Eppure le norme per l’emergenza sanitaria invitano a stare a casa e se proprio c’è necessità di uscire il decreto del presidente del Consiglio invita a compiere la strada più breve per soddisfare l’esigenza. Se è possibile, ma attualmente a Braccagni o a Marina di Grosseto non lo è.
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