Gioco
«È imprescindibile la fornitura di mascherine a tutti i sanitari»
Appello alla Regione Toscana: Federazione e Ordini reclamano tutele per la salute propria e dei pazienti
GROSSETO
È un appello a doppia, se non triplice, valenza: per sé ma anche per gli altri. Il denominatore comune è la salute. Medici e infermieri a una sola voce chiedono aiuto: «Proteggete noi, proteggete i pazienti e aiutateci a proteggere i nostri familiari». Si parla di mascherine protettive e comunque di dispositivi di protezione, quelli indispensabili per operare nei reparti Covid-19. Perché è in questi reparti che il contagio corre fino ad estendersi anche a chi è incaricato di curare gli altri: troppi casi, addirittura 618 sanitari positivi venerdì scorso in tutta Italia, e ci sono state purtroppo anche vittime.
La federazione dei Medici e degli odontoiatri della Toscana e gli Ordini delle professioni infermieristiche della nostra regione hanno scritto una lettera aperta al presidente Enrico Rossi e all’assessora al diritto alla salute Stefania Saccardi per reclamare la dotazione di dispositivi di protezione idonei. «Richieste imprescindibili» dicono all’unisono i presidenti provinciali. Critiche alle quali si associano i sindaci toscani della Lega, fra cui Antonfrancesco Vivarelli Colonna («chiediamo che siano garantite le condizioni di sicurezza per tutti coloro che lavorano a contatto con i malati»).
Cinque i punti fondamentali di medici e infermieri: «Dotare tutti i professionisti sanitari degli idonei dispositivi di protezione in tutti i setting. Le mascherine Ffp3 sono da utilizzare nelle manovre che determinano aerosol di droplet (goccioline, ndr), e quindi non solo in Terapia intensiva. Entrambi i tipi di mascherina, Ffp2 e Ffp3, devono essere presenti tanto nei reparti Covid quanto per i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, la continuità assistenziale; il personale sanitario rappresenta il più pericoloso veicolo di infezione dal momento che nessuno di noi può sottrarsi al compito assistenziale soprattutto nei confronti dei malati cronici. Il professionista interessato deve poter decidere se utilizzare Ffp2 o Ffp3 quale utilizzare in relazione al rischio prevedibile. Occorre attuare una strategia di prevenzione, eseguendo tamponi, da ripetere periodicamente a tutti i professionisti sanitari, presenti nelle realtà ospedaliere pubbliche, private e sul territorio regionale, coinvolti nella cura e nell’assistenza alla persona, per fotografare realmente la positività degli stessi al Sars-CoV2».
Un tema caro anche al sindacato degli infermieri Nursing up, che critica la decisione della Regione di destinare le Ffp3 alle sole Terapie intensive e le Ffp2 ai soli pronto soccorso e laboratori. Giuseppe Laganà, rappresentante sindacale aziendale, parla di una «situazione da delirio», perché gli operatori sanitari sarebbero stati costretti a comprare di tasca propria i dispositivi più adatti. Laganà cita due casi simbolo: «Risulterebbe che un paziente ricoverato in un reparto dell’ospedale della Misericordia sia riuscito, involontariamente si intende, a contagiare altri dieci pazienti ricoverati, più buona parte del personale sanitario operante in quel setting, con buona pace delle prescrizioni della Regione Toscana e dei dispositivi che secondo loro non servono! Non più tardi di qualche giorno fa, si sarebbe verificata la stessa situazione in un altro reparto sempre dello stesso ospedale dove un paziente negativo al primo tampone è successivamente risultato positivo, di fatto contaminando poi altri pazienti e naturalmente, infermieri, medici e operatori sanitari». — p.s.
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