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IL CASO

Bracconiere mascherato messo in fuga

Pierluigi Sposato
Bracconiere mascherato messo in fuga

Castiglione della Pescaia. Si era messo a pescare lungo un fosso nella Diaccia Botrona utilizzando una bilancia di grandi dimensioni.

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ha lasciato una traccia – una maschera da carnevale raffigurante una belva – mentre veniva messo in fuga dalle guardie ambientali volontarie, che lo avevano sorpreso mentre pescava di frodo. Nascostosi fra le canne, non è stato trovato. È sfuggito di un soffio alla cattura e comunque all’identificazione l’uomo che domenica pomeriggio si era messo a pescare lungo il fosso Tanaro, a poca distanza dalla Diaccia Botrona, in zona cioè tutelata dalle normative per le riserve naturali; e oltretutto in violazione delle norme di prevenzione e contenimento del Covid-19.

Le Gav erano lì per tutt’altro motivo: stavano controllando l’andamento della nidificazione del falco pescatore. Se ne è parlato anche su queste pagine, meno di un anno fa: due coppie di volatili proprio nella Diaccia, un’altra ad Alberese, un’altra ancora a Orbetello. Un progetto che viene tenuto sotto controllo anche grazie a un sistema di telecamere sui nidi, ma che richiede una periodica sorveglianza anche da terra.

Le guardie, che agiscono sotto il coordinamento della polizia municipale di Castiglione della Pescaia, con l’auto di servizio si sono avvicinate il più possibile alla zona di osservazione, nelle vicinanze della Casa Rossa. Ma appena scese dal mezzo hanno visto un uomo che si allontanava in tutta fretta, da poca distanza. Hanno capito che aveva qualcosa da nascondere. Lì non ci sarebbe potuto stare, a meno che non avesse fornito una giustificazione valida. E tantomeno li poteva pescare, perché quella è una zona protetta. Perché alle gav è risultato chiaro che stesse pescando non appena si sono avvicinate al punto in cui era iniziata la fuga dell’uomo e hanno visto che questi aveva utilizzato una bilancia lungo il Tanaro.

Le guardie volontarie hanno provato a seguire il bracconiere ma la folta vegetazione gli ha favorito la fuga. Anche i carabinieri e gli agenti della polizia provinciale, subito avvertiti, hanno provato a perlustrare la zona: niente da fare, le cannucce troppo fitte hanno consentito al pescatore abusivo di allontanarsi. Oltre alla singolare maschera, le guardie hanno recuperato anche una rete, individuando il luogo – nei pressi di un antico manufatto – nel quale era stata utilizzata per la pesca con una bilancia di grosse dimensioni. Tutto il materiale è stato preso in consegna dalla polizia provinciale.

 

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