Attenzione
«Privato e pubblico uniti per i senza fissa dimora»
grosseto
L’accoglienza per i senza fissa dimora può contare a Grosseto su una rete fatta anche di solidarietà da parte dei cittadini, oltre che degli interventi istituzionali.
Ne è convinto Fabrizio Boldrini, direttore Coeso Società della Salute: «Dal momento in cui è iniziata questa emergenza sanitaria e si è resa evidente la necessità di stare a casa, ci siamo attivati perché le nostre strutture per i senza dimora potessero garantire l’accoglienza, anche durante il giorno con vitto e alloggio, delle persone che hanno accettato il percorso di accoglienza. Al momento sono venti i posti disponibili all’ex hotel Nalesso di Rispescia, gestito per conto della Società della Salute dalla cooperativa Solidarietà e Crescita, e al dormitorio di via De Amicis, gestito dall’associazione Anteas, ma abbiamo attivato un rete e siamo in grado, se altri senza dimora accettassero di entrare in struttura, di trovare alloggi per altri. Purtroppo non possiamo obbligare le persone e non è sempre facile conquistare la fiducia e far accettare l’ingresso in un alloggio anche se temporaneo, ma la rete territoriale è in grado di dare soluzioni per chi vuole rispettare la quarantena».
Boldrini sottolinea che «il sistema fatto da enti pubblici, terzo settore e volontariato del nostro territorio sta dando un’altra grande prova di coesione e solidarietà. La stessa solidarietà che ha spinto alcune persone a dare vita a progetti per aiutare gli altri: per esempio la rete per la creazione di pacchi alimentari, gestita da Querce di Mamre e Caritas con il nostro aiuto, che sta coinvolgendo tanti privati cittadini che donano alimenti o denaro e sta trovando anche la collaborazione, preziosissima, di alcune imprese locali che doneranno i loro prodotti alimentari». —
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