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Sequestrata e violentata, scarcerato il presunto aguzzino

Francesca Gori

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Viorel Pestritu, il trentanovenne arrestato due settimane fa con l’accusa di aver sequestrato e violentato per più di venti giorni una donna nell’appartamento nel quale viveva con un connazionale, è stato scarcerato ma non potrà tornare nella sua abitazione nella città del golfo, dove vive la vittima. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Giovanni Muscogiuri, dopo che la competenza, dalla Direzione distrettuale di Firenze, è tornata al tribunale di Grosseto dopo che nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Francesca Carnicelli, è venuta meno la contestazione della riduzione in schiavitù.

Il trentanovenne, dopo l’interrogatorio di garanzia con il giudice della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, durante il quale si era avvalso della facoltà di non rispondere, era stato trasferito nel carcere di Prato da dove è stato liberato: il giudice ha disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento alla donna e quindi, il divieto di tornare a vivere nella stessa abitazione di Follonica dove coabitava con un connazionale. Pestritu avrebbe abusato sessualmente della donna ma, secondo il gip Muscogiuri, non l’avrebbe sequestrata: difficile che avesse usato su di lei violenza per 22 giorni con la minaccia di violenze fisiche sulla figlia quattordicenne della donna, che vive in Romania. L’uomo, per il giudice si sarebbe servito di mezzi di coercizione poco efficaci, come «quello di sottrarle il cellulare per non farla telefonare - scrive nell’ordine di scarcerazione - e le chiavi di casa, affinché non potesse rientrarvi qualora ne fosse uscita, come poteva pur sempre fare». Alcune, poi, sono state giudicate addirittura inverosimili, come «l’esercizio dell’indagato - scrive ancora Muscogiuri - di dormire tenendo ciononostante la persona offesa afferrata per il braccio affinché non si alzasse da letto durante la notte». Nell’ordinanza di scarcerazione, il giudice sottolinea anche il fatto che la convivenza tra la donna e l’uomo, è cominciata proprio perché lei si è trasferita a Follonica da Verona. Qua è arrivata perché Pestritu le avrebbe detto che poteva aiutarla a trovare lavoro come badante. L’uomo però, che aveva conosciuto la donna su Internet, già nelle conversazioni avvenute in chat avrebbe «esplicitamente manifestato perverse pulsioni libidinose». E ci sarebbe anche un altro aspetto del quale il gip avrebbe tenuto conto: il fatto che la donna, che era stata portata in una struttura protetta, abbia abbandonato quel posto per tornare a vivere nella casa dove abitava anche il trentanovenne. —

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