Sicurezza
«Non credo che sapremo mai come il virus è arrivato in paese»
Monterotondo Marittimo, il sindaco Termine interviene sui contagi e spiega perché il fenomeno è stato rapidamente circoscritto
IL CASO
«Non credo che al momento, ma neanche in futuro, ci sia modo di sapere quale sia stato il veicolo d’ingresso». Così Giacomo Termine, sindaco di Monterotondo Marittimo, sul focolaio di Covid-19 riscontrato nel paese e per fortuna già circoscritto.
Ma se da una parte le autorità si sono concentrate sul percorso per il contenimento del contagio, resta il dubbio su come il virus sia riuscito a entrare nel borgo. Dubbio che neanche l’indagine epidemiologica è riuscita a sciogliere, perché i fattori possono essere molteplici, ma anche perché gli asintomatici sono la casistica più «perfida», per usare le parole di Termine, in quanto non forniscono alcun elemento per identificarli. Il bollettino Asl di mercoledì ha fatto registrare 13 casi positivi e 2 indeterminati a Monterotondo, dove quarantasei persone sono finite in isolamento tra quarantena e sorveglianza attiva. In rapporto con la popolazione, il bilancio più pesante in Maremma. Da allora più niente.
Ma come si è arrivati a una diffusione tanto impattante? I fattori possono essere più di uno e nessuno certo. «Non ci sono elementi probatori», spiega il sindaco. Ci sono persone interessate che sono state fuori dal paese, sebbene in zona, così come ci sono stati momenti aggregativi prima delle restrizioni del governo. Vedi le preselezioni per il concorso indetto dall’Unione dei Comuni. E poi c’è il caso del panificio Il Chicco, bottega che accoglie quotidianamente molti monterotondini e i cui titolari sono risultati positivi. «Noi stiamo tutti bene», rassicurano via facebook i titolari. Insomma, il veicolo d’ingresso può essere più di uno. «Ma sono “bricioline” – dice Termine – perché gli asintomatici rendono molto difficile l’indagine epidemiologica». Portatori inconsapevoli che vanno in giro per il territorio, creando una rete potenziale di contagio difficilissima da ricostruire. Ecco perché secondo il sindaco è fondamentale il tampone anche per gli asintomatici, in quanto «offre elementi su cui muoversi nell’indagine». Non è un caso che il boom dei casi positivi in paese sia venuto fuori dopo i tamponi svolti direttamente sull’auto: un metodo che ha permesso di identificare subito il focolaio e circoscriverlo. —
Alfredo Faetti
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