Il Tirreno

Grosseto

Coronavirus

Il dramma dei clochard: i posti non bastano

Francesca Ferri
Un clochard in una panchina
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Un clochard in una panchina

Dormitori aperti h24 e ospiti fissi ma, su almeno cinquanta persone seguite dalla Caritas, i letti non arrivano a venti

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GROSSETO. L’imperativo “state a casa” significa per i più chiudersi tra le mura domestiche, uscire il più raramente possibile per andare a fare la spesa o in farmacia, e poi passare le giornate tra tv, libri, Internet e, chi può, lavoro da casa. Ma c’è anche chi questo imperativo è costretto a disattenderlo. Non per volontà, ma perché quelle quattro mura intorno a sé e un tetto sulla testa non ce li ha.

Anche a Grosseto per i senza fissa dimora l’emergenza coronavirus è un problema che si somma alle difficoltà quotidiane e che la Caritas diocesana, le associazioni di volontari e il Coeso cercano di tamponare con impegno, dedizione e fatica. Senza nascondere alcuni ostacoli insormontabili.

«Questa emergenza è un problema serio per chi non ha niente», spiega don Enzo Capitani, direttore della Caritas. «A Grosseto ci sono circa cinquanta persone senza fissa dimora seguiti dalla Caritas – prosegue – e per loro, come Caritas, continuiamo a dare i servizi cosiddetti “a bassa soglia”, cioè docce con biancheria e distribuzione di cibo».

L’emergenza ha costretto a rivedere alcune modalità. La distribuzione di cibo, ad esempio, non può più avvenire con le persone che si radunano. «Abbiamo chiuso la mensa – spiega don Enzo – e optato per dare cibo già preparato in contenitori termici sigillati, con primo, secondo, contorno, acqua, pane e frutta, e lo distribuiamo in alcuni punti della città: davanti al cancello della Caritas, nel parcheggio degli autobus accanto alla stazione e in piazza Barsanti. Per chi ha casa lo consegniamo noi»..

Per aiutare i senzatetto a rispettare l’obbligo di non uscire sono state riviste le caratteristiche dei due canali di accoglienza operativi in città, entrambi del Coeso: il dormitorio gestito dalla cooperativa Anteas, che ospita in via De Amicis dieci persone, e il progetto “Emergenza freddo”, gestito dalla cooperativa Solidarietà e crescita, che nei mesi invernali mette a disposizione letti in una struttura a Rispescia.

Per il progetto “Emergenza freddo”, in modalità normali gli ospiti entrano alle 20 e lasciano il dormitorio la mattina alle 8. Vista l’emergenza sanitaria, spiegano dal Coeso, il progetto è stato prorogato fino al 30 aprile e modificato negli orari: gli ospiti ora restano tutto il giorno nella struttura. Anche al dormitorio di via De Amicis gli ospiti adesso rimangono tutto il giorno dentro.

Le due strutture insieme riescono tuttavia ad accogliere diciotto persone in tutto e, spiegano dal Coeso, non ci sono nuovi accessi. Diciotto su circa cinquanta. —


 

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