Acqua Village, in bilico 300 stagionali
Il titolare della struttura Marcello Padroni non si dà pace: «Se non potremo assumerli sarà un disastro per tanti giovani»
FOLLONICA. Sono tante, tantissime, le attività economiche di cui è stata disposta la chiusura per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 ma a essere preoccupate, adesso, sono soprattutto quelle realtà d’impresa il cui business è legato per lo più al periodo estivo e, tra queste, c’è indubbiamente il settore del divertimento. A essere preoccupato per le sorti dei suoi dipendenti stagionali è Marcello Padroni, proprietario dell’Acqua Village di Follonica ma una richiesta di aiuto arriva anche dall’associazione Parchi Permanenti Italiani.
A Follonica sono circa trecento le persone che lavorano all’Acqua Village e il fermo imposto all’Italia per arginare l’emergenza epidemiologica potrebbe avere riverberi anche sulla loro occupazione. «È innegabile che questa crisi avrà un impatto deflagrante su diversi settori, tra cui il nostro – dice Giuseppe Ira, presidente dell’associazione Parchi Permanenti Italiani – Alle misure stringenti che ci hanno coinvolto dovrà necessariamente far seguito un’adeguata compensazione, commisurata alla redditività accertata delle imprese nei periodi normali». Ira spiega che l’operatività dei parchi è bloccata «e questo ha comportato la mancata assunzione dei lavoratori stagionali, che a breve saranno “scoperti” perché termineranno i sussidi alla disoccupazione. Il problema si allarga anche ai lavoratori a tempo pieno – prosegue – perché per molte realtà il rischio default è sempre più concreto. Non ci sono entrate, ma ci sono costi continui legati a tante attività che non possono essere sospese: come le manutenzioni, la messa in sicurezza degli impianti e il controllo dei sistemi di irrigazione».
«L’impatto che l’emergenza sanitaria ha sul nostro settore è enorme – dice Padroni, proprietario del parco acquatico di Follonica e di Cecina – In questo momento non possiamo sapere quanto dureranno le misure di contenimento e quando sarà possibile tornare alla normalità. Abbiamo chiaramente necessità, come tutti i settori economici italiani, di un sostegno forte».
Quest’inverno Acqua Village ha investito molto in interventi di riqualificazione nei parchi acquatici di Cecina e Follonica: «Se non sarà possibile aprire, la liquidità di quegli investimenti non rientrerà – sottolinea Padroni – Ma questo aspetto è quello che ad oggi ci preoccupa meno: ciò che veramente rappresenterebbe un disastro sarebbe non poter dare lavoro ai 300 dipendenti che ogni stagione estiva assumiamo per la gestione dei parchi acquatici e delle discoteche. Saltare una stagione significherebbe lasciare 300 ragazzi senza una fonte di reddito, senza considerare i venti dipendenti fissi di Acqua Village per i quali scatterebbe la cassa integrazione». Padroni non si dà però per vinto e afferma di essere positivo nei confronti del lavoro che verrà fatto nei prossimi mesi. L’apertura del parco follonichese è prevista per sabato 13 giugno e «in queste settimane – conclude Padroni – abbiamo continuato a lavorare in smart working, ma senza lasciarci prendere dallo sconforto, anche se le previsioni non fanno ben sperare. La speranza di tutti noi è che presto l’Italia riprenda a vivere: siamo certi però che se non si adotteranno misure straordinarie a livello economico sarà veramente difficile rialzarci». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
