Sicurezza
Si azzerano i furti in casa ma è boom di truffe online
Grosseto: in tempi di “reclusione” cresce la cyber criminalità: un centinaio le segnalazioni.
GROSSETO. “Comunicazioni urgenti sul Covid-19”. Sui cellulari dei grossetani stanno arrivando centinaia di email da presunte fonti istituzionali (Oms, Inps, Asl. .) che fingono di informare su come evitare il contagio o sulla scoperta di un farmaco salva-virus. Sono tutte truffe congegnate dai criminali della rete che in tempi di coronavirus – mentre i maremmani sono barricati in casa per arginare il contagio – hanno dato un’accelerata anche ai virus via web.
Mentre si sono azzerati a Grosseto i furti “fisici” in casa (negli ultimi 15 giorni non ne è stato denunciato nessuno, a parte un tentativo di rubare alla Lidl della stazione), stanno avendo un’impennata le segnalazioni alla polizia postale grossetana per virus informatici: le mail veicolano messaggi buoni su “come evitare il contagio”, ma i mittenti sono hacker.
Una decina al giorno, un centinaio e forse più i “cyber casi” indicati dai grossetani a partire da inizio febbraio, quando il coronavirus ha iniziato a dilagare seriamente. Un boom reso propizio dalla “reclusione” forzata a casa dei cittadini, che passano lungo tempo al pc. Il meccanismo viaggia dunque per mail. Gli hacker spediscono messaggi per posta elettronica ammantandoli di una veste ufficiale (il mittente è fittiziamente istituzionale) su “come evitare il contagio”: l’utente è invitato ad aprire l’allegato e digitare le proprie credenziali. Dati sensibili, home banking, carta di credito. Solo due giorni fa, nel corso della mattina, gli agenti della Postale hanno raccolto telefonicamente 6 segnalazioni nella sede di via Matteotti. Mediamente nel corso della giornata ne ricevono una decina e più. Oltre un centinaio il totale in un mese e mezzo. Sulle tipologie (che si sprecano), anche il sito commissariatodips. it, gestito dalla Polizia postale e delle comunicazioni mette in guardia. Anche in Maremma giungono le mail firmate da una certa dottoressa Penelope Marchetti, presunta “esperta” dell’Oms, che con linguaggio serio e professionale invita le vittime ad aprire un allegato, infetto, che conterrebbe indicazioni per evitare il contagio da coronavirus. Il virus informatico (o “malware”) veicolato, appartenente alla famiglia “Ostap”, punta a rubare i nostri dati sensibili arrivando al conto in banca. Per ora nessun caso è andato in porto, i conti dei maremmani non sono stati svuotati; perlomeno non vi sono denunce in merito sul furto consumato.
Un altro caso segnalato dalla Postale è quello scoperto dal Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche (Cnaipic) della Polizia postale, che ha portato alla luce una grossa campagna di false mail in giapponese, provenienti apparentemente da un centro medico che invitano ad aprire (pure qui) un allegato con presunte informazioni sul diffondersi dell’epidemia. Anche questo virus malevolo punta a rubare credenziali bancarie e dati personali della vittima. Poi ci sono le mail che invitano ad aprire un file zippato contente documenti Excel, veicolo di un virus informatico di tipo Rat chiamato “Pallax”. «Con un click – informa la Postale – il virus consente agli hacker di assumere totale controllo del dispositivo attaccato, in maniera invisibile. Sempre della “famiglia” Rat è il virus nascosto in un file chiamato CoronaVirusSafetyMeasures.pdf, con la capacità di impossessarsi del dispositivo e trasformarlo in un pc “zombie usato da remoto per compiere altri attacchi informatici».
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