La manifestazione
«Regaliamo carne a chi è in difficoltà»
Rossi, prima singolarmente e poi con i Macellai di Maremma, ha dato via all’iniziativa solidale “Un cuore di ciccia”
GROSSETO
Una buona idea, a prescindere dai like che ha preso il post su Facebook e che comunque confermano la bontà dell’iniziativa. L’idea è quella di venire incontro a chi è in difficoltà in questi giorni: «Ho deciso di donare quello che posso da parte mia», ha scritto. E siccome lui di mestiere fa il macellaio, il suo regalo è questo: «Potete contare su qualcosa di ciccia da mettere in tavola». Quello di Gabriele Rossi, 47 anni, è uno dei tanti cuori grandi della città che si è aperto verso che le persone che non ce la fanno, messi in ginocchio dall’emergenza coronavirus: «Non voglio farmi pubblicità, non è questo lo spirito – premette – Ma stando qui dietro al bancone ho toccato con mano realtà davvero tristi. Si sono presentate mamme in situazioni difficili: il marito in questi giorni non lavora, hanno dei bambini, hanno difficoltà a mettere insieme anche due spiccioli per un hamburger. Quelli potrebbero essere i miei figli: e allora mi sono deciso a fare qualcosa».
Appena pubblicato, il post di giovedì ha ricevuto commenti positivi, oltre duemila like e oltre 700 condivisioni; la voce è arrivata al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna («Nei momenti bui e difficili emergono le qualità migliori delle persone migliori») che ha lodato l’iniziativa del Mercato Carni.
Iniziativa subito sviluppata dai Macellai di Maremma, il sindacato di Confcommercio di cui Rossi è presidente, che hanno messo in piedi l’iniziativa “Un cuore di ciccia”, che coinvolge sei attività: oltre al Mercato carni di Rossi in via Emilia, la macelleria salumificio Antica Norcia di Roberto Chiti in via Adige, la Macelleria Laganga di via Inghilterra 43, la Macelleria Berti Gabriele in via Papa Giovanni XXIII, la Macelleria Pino e Luca in via Giusti 128 e, a Campagnatico, la macelleria Antichi Gusti di Maremma, in via delle Capannacce 1 (la macelleria di Luca Terni, a Capalbio, ha organizzato una rete di aiuto). Ognuna di loro si è impegnata a donare almeno 50 kg di carne macinata alla settimana. Già da lunedì prossimo diventeranno dei punti di raccolta per permettere ai clienti di contribuire direttamente al progetto solidale in favore di Caritas: nei negozi saranno poste delle ceste dove i cittadini potranno lasciare in dono prodotti alimentari a lunga conservazione.
In questi giorni, Gabriele ha regalato un po’ di carne a chi ha bisogno: un chilo di macinato, quattro ali di pollo, della rostinciana. «Stamani (ieri, ndr) ho fatto dieci borsine e ci ho messo dentro un po’ di questa carne. Un cliente mio coetaneo, che ne ha ricevuta una, non la smetteva più di ringraziarmi, aveva gli occhi lucidi». Da trenta anni dietro al bancone della macelleria di via Emilia, aperta dal padre Roberto nel 1987, Gabriele lavora con Michele Bargiacchi suo dipendente. «In tutti questi anni ho visto situazioni difficili ma mai come questa. Credo che ci siano famiglie davvero sul lastrico o che rischiano di andarci. Sì, negli anni è capitato che ci fosse chi non mi poteva pagare: non ho mai fatto storie, ho capito, ci mancherebbe, a posto così. Ma questa situazione assomiglia tanto ai racconti che i miei nonni facevano del dopoguerra». —
pierluigi sposato
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