Sicurezza
Morto all’ospedale per Covid «Non era in isolamento»
I figli Brunella e Massimo sono stati in reparto con Federigo Tiezzi fino all’ultimo, ora sono in quarantena: attesa per il secondo tampone
grosseto
Sono stati vicini al loro padre, nel reparto di Neurologia dell’ospedale Misericordia di Grosseto, fino all’ultimo. Lo hanno accompagnato loro, Federigo Tiezzi, l’uomo che stando ai dati forniti dall’Asl toscana Sud Est è stato il primo deceduto per coronavirus nel comune di Grosseto. «Ma la conferma che non si sia trattato di un falso positivo - dice la figlia Brunella - lo stiamo aspettando: arriverà nei prossimi giorni dallo Spallanzani di Roma, dove è stato mandato ad analizzare».
Tiezzi è stato per più di un mese ricoverato nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Grosseto. Non ha mai avuto, per tutto il periodo del ricovero, alcun sintomo che potesse far pensare a un contagio da Covid. «Non ha mai avuto la febbre - dice ancora la donna - Del fatto che il tampone eseguito all’ospedale fosse positivo ci ha avvertiti ieri mattina l’ufficio d’Igiene dell’Asl».
Brunella e Massimo, i figli di Federigo, gli sono stati vicini fino all’ultimo momento: all’ospedale, non hanno fatto andare nessuno a trovare loro padre, proprio per evitare che l’uomo, che era malato da tempo, potesse venire a contatto con virus o batteri potenzialmente letali. All’ottantanovenne, trasferito al Misericordia dopo essere stato un periodo ricoverato alle Scotte, il tampone è stato fatto perché doveva essere trasferito all’hospice: il risultato però è arrivato quando l’uomo se n’era già andato, circondato dall’amore dei figli, che sono rimasti con lui fino all’ultimo istante. — F.G.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
