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Grosseto

la protesta 

Infermieri del 118, screening per 25: «Solo chi ha avuto contatti con casi Covid»

Infermieri del 118, screening per 25: «Solo chi ha avuto contatti con casi Covid»

Grosseto, i dipendenti si aspettavano che il test venisse fatto a tutti: i positivi asintomatici rischiano di propagare il contagio.

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GROSSETO. La loro preoccupazione l’avevano espressa già qualche giorno fa. Perché loro, medici, infermieri ed operatori che lavorano al 118 e al servizio di elisoccorso, sono tra quelli in prima linea a combattere questa battaglia. Avevano chiesto che tutti fossero sottoposti al tampone e l’Asl Toscana Sud Est, il giorno stesso della loro rivendicazione, aveva rassicurato i dipendenti che l’accertamento sarebbe cominciato il giorno dopo. Ma due giorni fa agli infermieri del 118, è arrivata un’altra comunicazione: intanto, di quei test, ne verranno fatti 25 in tutta la provincia. «La cosa assurda – dicono alcuni di loro – è che non è stata data alcuna indicazione per chi resta fuori da questa prima tranche. Anzi, non sappiamo nemmeno se ci saranno altri test o meno». Il criterio di scelta su chi dovrà fare per primo il test non è stato indicato. L’Asl Toscana Sud Est, interpellata dal Tirreno, ha spiegato che i test, 50 in tutto per medici e infermieri, verranno fatti soltanto a chi è stato nella settimana precedente a contatto con contagiati e a chi abbia avuto sintomi influenzali e sia stato in malattia, prima di rientrare al lavoro.
 

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Il test al quale gli infermieri dovrebbero essere sottoposti è quello immunocromatografico che serve per capire anche se qualcuno di loro abbia già contratto il virus senza aver avuto alcuna sintomatologia e se quindi sia immunizzato. «Una scoperta questa fondamentale per il nostro lavoro – dicono – perché così potremmo anche essere messi a disposizione dei reparti Covid-19, nel caso in cui ci fossero problemi di personale». Lo screening, però, almeno per ora, non sarà fatto a tutti. «Abbiamo sollevato più volte il problema – dicono – perché nel caso in cui qualcuno di noi risulti positivo sebbene asintomatico, rischia di contagiare tante altre persone. Facciamo i turni anche sul territorio, giriamo e siamo a contatto con tante persone. Essere sottoposti al test non è una richiesta fatta così tanto per fare e nemmeno per fare polemica inutile, riteniamo che sia fondamentale per il contenimento del virus stesso». Contenimento che, in alternativa, dovrebbe essere garantito, secondo le indicazioni dell’Asl, dai presidi sanitari dei quali gli infermieri sono dotati. «Peccato però – dicono – che ci sono state fornite della mascherine che tutti hanno ribattezzato “Swiffer”. Sembrano poco più che panni per spolverare e sulla confezione che si è arrivata, c’è scritto “filtrazione batterica 92%”: per il virus non servono, non hanno alcuna efficacia».

Anche i sindacati degli infermieri, informati dai lavoratori della scelta di sottoporre soltanto 25 di loro al test immunicromatografico, hanno chiesto una risposta all’azienda. Risposta, che è arrivata, con la delibera della Regione toscana che riserva il test soltanto a chi sia stato a contatto stretto con un postivo Covid o al personale sanitario che abbia passato un periodo in malattia, con sintomi simil-influenzali.
 

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