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Alberghi sanitari per pazienti Covid-19 C’è anche il Granduca

Francesca Ferri
Alberghi sanitari per pazienti Covid-19 C’è anche il Granduca

Tre strutture hanno dato la disponibilità alla Regione, che pagherà le spese L’hotel davanti all’ospedale in prima linea: potrà ospitare fino a 70 persone

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C’è l’ingresso adatto, il parcheggio, il servizio in camera, il wifi libero, la tv e persino Sky. Non a caso è un albergo, ma ha tutto il necessario per diventare un luogo di degenza per quei pazienti affetti da Covid-19 non gravi che devono però restare isolati dalle proprie famiglie, o perché devono smaltire il periodo di sorveglianza vigilata, o perché, dimessi dall’ospedale e tecnicamente guariti, rischiano di essere ancora contagiosi. Ed è per questo che il Granduca di Grosseto, hotel proprio di fronte all’ospedale Misericordia, è in lizza per diventare uno dei sedici alberghi sanitari della Toscana.

La Regione ha comunicato ieri di aver attivato già quattordici convenzioni (e questo è importante: convenzioni, non requisizioni) con altrettante strutture e altre sono in corso, per un totale di circa 300 posti letto. In provincia di Grosseto le strutture comunicate dalla Regione sono due, ma in realtà, come precisa Federalberghi (che a livello regionale ha contribuito a stipulare l’accordo, che coinvolge anche Prefetture, Comuni e Asl), almeno tre hotel avevano a suo tempo risposto alla richiesta di manifestazione di interesse lanciata dal presidente Enrico Rossi.

«La Regione Toscana è la prima in Italia a far dare questa possibilità», spiega il presidente provinciale di Federalberghi Maurizio Parrini. «È una cosa strapositiva – aggiunge – E non è la prima volta che gli alberghi si mettono a disposizione per dare una mano in caso di emergenza; è successo ad esempio dopo i terremoti del centro Italia».

Parrini precisa tuttavia che, al momento, non sono ancora state firmate materialmente le convenzioni. «Non mi risulta – dice – ma non è questo il punto. Sono processi lunghi e l’importante è aver preparato il terreno perché, al momento del bisogno, tutto sia pronto per partire subito. A questo punto le convenzioni verranno firmate non appena si presenterà l’esigenza».

Dei tre alberghi che hanno inviato la propria manifestazione di interesse al momento esce allo scoperto solo il Granduca, struttura che da sempre è vicina all’ospedale, e non solo per motivi logistici, e dove è tutto pronto.

«Abbiamo dato la nostra disponibilità e siamo arrivati alla definizione dell’accordo. Manca solo la firma ma siamo pronti e abbiamo già delle richieste – dice Amedeo Vasellini, legale rappresentante della Sofis, società proprietaria del Granduca –. Possiamo dare fino a settanta camere; sarebbero in tutto 140 posti ma, ovviamente, la convenzione prevede che ne sia fatto un uso singolo, quindi sono settanta posti».

L’hotel Granduca, a differenza di altre strutture che lavorano esclusivamente con i turisti e che quindi hanno dovuto chiudere perché non ci sono clienti, non hai mai sospeso l’attività. «Abbiamo comunque avuto infermieri, medici, degenti, parenti di degenti che privatamente usufruiscono della struttura – dice Vasellini – E abbiamo abbassato i prezzi molto significativamente, anche per una questione morale. Queste sono situazioni nelle quali c’è chi si arricchisce e chi si impoverisce: noi non auspichiamo certo la seconda, ma non vogliamo approfittare».

Il soggiorno sarà pagato dalla Regione: 30, 90 euro al giorno per camera, compresi i pasti e il cambio di asciugamani e lenzuola. Al termine, l’Asl provvederà alla completa sanificazione degli ambienti. Nel frattempo il Granduca ha già da tempo adottato le protezioni per il proprio personale e per i clienti: si entra tutti – personale e ospiti – con la mascherina e i guanti monouso, alla reception c’è uno schermo in plexiglass, i locali sono continuamente igienizzati. –

Francesca Ferri

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