Italia
Venator, arriva la cassa integrazione
Sarà a rotazione e per 15 giorni, andrà di pari passo con la diminuzione della produzione e con il ricorso allo smart working
SCARLINO
Gli effetti del coronavirus cominciano a palesarsi anche nelle grandi aziende della Piana di Scarlino: si vedranno da lunedì prossimo, almeno per alcune realtà.
Dalla prossima settimana inizierà per Venator un periodo di 15 giorni di cassa integrazione a rotazione con riduzione della produzione in linea con il decreto Cura Italia del 17 marzo, provvedimento che si aggiunge a quelli già in atto dalle scorse settimane in materia di smart working. Venator è la seconda grande azienda del comparto scarlinese che fa ricorso alla cassa integrazione dopo la SumiRiko. L’intento primario di Venator è: avere meno persone al lavoro in azienda e ridurre al minimo il rischio del contagio, cercando parimenti di non sacrificare l’aspetto produttivo e il funzionamento dei macchinari. Lo smart working per gli impiegati era già stato attivato proprio per evitare il più possibile la presenza in azienda di personale che avrebbe potuto svolgere il lavoro da casa.
In un incontro fra Venator e sindacati sono state concordate ulteriori misure: il personale giornaliero attuerà l’organizzazione del lavoro concordata a metà marzo, nel proseguire l’attività con regime ridotto verrà diminuita la produzione con il fermo di una linea, attivando per tutti i lavoratori gli strumenti del Cura Italia ricorrendo così alla cassa integrazione ordinaria emergenza Covid-19.
Sarà inoltre utilizzato il residuo ferie degli anni precedenti prima del ricorso agli ammortizzatori sociali. Ogni modifica della attuale situazione di emergenza potrà portare a ulteriori e nuove misure successive.
Tutto ciò si aggiunge ai provvedimenti delle scorse settimane: il lavoro da casa, il rispetto massimo delle direttive in materia di sicurezza sul lavoro che prevedono già da tempo la sanificazione di tutti i reparti in ogni zona dell’impianto svolta sia da aziende che dai lavoratori in merito alla propria postazione, oltre all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale che verranno implementati nei prossimi giorni.
I nuovi provvedimenti inoltre permetteranno di aumentare ulteriormente la divisione fra i lavoratori.
Gli strumenti del Cura Italia partiranno da lunedì 30 marzo per due settimane prorogabili previo accordo fra le parti.
Anche SumiRiko Italy nei giorni scorsi ha avuto un incontro fra azienda e Rsu richiedendo la cassa integrazione ordinaria dal 23 marzo al 18 aprile con sospensione fino a zero ore per un massimo di 93 lavoratori, il tutto in subordine allo smaltimento di ferie precedenti e con l’anticipo da parte dell’azienda del trattamento di integrazione salariale.
Le misure avranno una diversificazione dell’impatto dei vari reparti a seconda delle esigenze lavorative e a seconda dello sviluppo futuro della situazione.
Nuova Solmine invece sta operando regolarmente attuando da più di dieci giorni le misure preventive per contenere il contagio da coronavirus secondo il protocollo del 14 marzo condiviso fra Governo e sindacati. «Siamo vicini ai lavoratori e alle imprese, dalle più grandi alle più piccole, in questo momento drammatico – conferma il sindaco Francesca Travison – tutte le aziende stanno rispettando in maniera totale i decreti del Governo soprattutto in materia di sicurezza, dallo smart working alle distanze anche nelle mense fino alle procedure di sanificazione. Grazie agli accordi con i sindacati il ciclo produttivo continua e la produzione sta andando avanti». —
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