Sicurezza
Sottoposto al tampone per il trasferimento all’hospice
grosseto
Sono rimasti senza parole, i familiari di Federigo Tiezzi, quando ieri hanno scoperto che il loro caro, per l’Asl, è stato il primo decesso per coronavirus del comune di Grosseto. «A noi non ha detto nulla nessuno», dicono con un filo di voce. La diagnosi del contagio, infatti, è arrivata quando ormai la salma dell’uomo era già stata portata via dai dipendenti della San Lorenzo servizi, che sono andati a prendere l’anziano all’ospedale Misericordia, dove era stato ricoverato, in una stanza in isolamento in Malattie infettive, dopo essere stato trasferito dalle Scotte di Siena. L’anziano era malato da tempo: aveva avuto probabilmente un ictus che aveva aggravato le sue condizioni, già precarie, e quando era arrivato al Misericordia, era stato messo in una stanza nel reparto di malattie infettive. Tecnicamente Tiezzi era un paziente neurologico, ed era seguito costantemente in un ambiente pressoché sterile: i sanitari indossavano tutti i dispositivi di sicurezza individuale proprio per le condizioni di salute precarie dell’uomo. Tanto che ieri, quando è arrivata la notizia della sua positività al tampone per il Covid-19, nel reparto, non è suonato alcun campanello d’allarme.
La sua agonia è durata a lungo: i familiari avevano seguito le indicazioni dei sanitari e avevano deciso di far trasferire il loro caro all’hospice, dove sarebbe stato accompagnato nel suo ultimo viaggio. Proprio per questo, l’ottantanovenne ex operaio del Comune di Grosseto, è stato sottoposto al test per il coronavirus: il tampone, infatti, viene richiesto per questo tipo di trasferimenti, in modo tale da mettere i sanitari che lavorano nella struttura.
Tiezzi non aveva nemmeno mai avuto la febbre. Nulla che facesse supporre di aver contratto il virus. — F.G.
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