Ordinanza o petizione, le armi dei sindaci
Dopo il round delle pensioni, i primi cittadini si sono dati due opzioni nel tiro alla fune per la riapertura degli uffici postali
Enrico Giovannelli/grosseto
Poste Italiane ha incrementato le aperture degli uffici postali in concomitanza con il pagamento anticipato delle pensioni – iniziato ieri – ma i sindaci della provincia di Grosseto restano sul piede di guerra: perché dopo il round degli incassi pensionistici la partita con Poste è ancora tutta da giocare. Sul tavolo sono state presentate due opzioni, una con le ordinanze sindacali per la riapertura immediata degli uffici, e l’altra con una petizione dello stesso tono da presentare al prefetto per fare pressione su Poste. Insomma, i primi cittadini stanno cercando di percorrere tutte le strade possibili, anche se affrontando sentieri diversi.
i due percorsi
In sostanza ci sono due fazioni, chi punta sull’ordinanza (anche se poi ha firmato anche la petizione); e chi all’ordinanza – che «sarà comunque disattesa da Poste Italiane» – preferisce la petizione. Certo è che il fronte dei sindaci si è spaccato, anche a causa di quella «fuga in avanti» dopo la videoconferenza del 24 marzo con il prefetto Fabio Marsilio, stigmatizzata da sindaci di Campagnatico Luca Grisanti, di Magliano in Toscana Diego Cinelli e di Scarlino Francesca Travison.
l’ordinanza
C’è chi ha già presentato un’ordinanza sindacale: e il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola in questo è stato il capofila; «Come promesso, la lotta a Poste Italiane continua – dice Limatola – ma al contempo ho firmato anche la petizione. Oggi (ieri per chi legge, ndr), pur con la pioggia e la neve, tutto è filato liscio, ma Poste deve venirci incontro il più possibile. Non ci fermeremo nelle nostre proteste». Intanto e per esempio (perché l’elenco potrebbe non essere ancora esaustivo) ha firmato un’ordinanza anche: il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini, che assicura che sul fronte del pagamento pensioni «La giornata di oggi (ieri, ndr) è stata tranquilla»; il sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani; la sindaca di Civitella Paganico Alessandra Biondi; il sindaco di Monterotondo Marittimo Giacomo Termine.
la sindaca arrabbiata
E un’ordinanza è stata firmata anche dalla sindaca di Cinigiano Romina Sani che però ieri ha sbottato contro la situazione delle chiusure soprattutto degli uffici delle frazioni. «Poste Italiane dopo la mia chiamata non mi ha più risposto – e questo è l’aspetto più demoralizzante. Solo con il dialogo possiamo trovare le soluzioni e per il mio Comune le scelte sono state a dir poco scellerate. Mi farò sentire ancora: possono esserne certi».
la petizione
Chi aveva deciso di proporre al prefetto un documento per fare pressing su Poste e non crede nell’efficacia dell’ordinanza è andato avanti convogliando sulla petizione messa a punto dal sindaco di Monte Argentario Franco Borghini: è al caso, appunto, dei sindaci Grisanti, Cinelli e Travison.
non solo sindaci
E in movimento per il tiro alla fune con Poste non ci sono solo i sindaci: il Pd di Scarlino sollecita la sindaca Travison perché firmi un’ordinanza sindacale per la riapertura dell’ufficio del capoluogo. Stesso atto arriva dal Pd di Castel del Piano che chiede al sindaco Michele Bartalini di sollecitare Poste Italiane perché riapra al più presto l’ufficio della piccola frazione di Montenero D’Orcia. –
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