Il Tirreno

Grosseto

CORONAVIRUS

Muratore del Comune, Federigo Tiezzi è morto dopo giorni d’agonia

Francesca Gori
Muratore del Comune, Federigo Tiezzi è morto dopo giorni d’agonia

Aveva 89 anni ed era rimasto vedovo da quattro anni. Prima della pensione lavorava come operaio per l’Ente Lascia due figli

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Aveva 89 anni e l’aria di chi aveva vissuto la sua vita senza rimpianti. Di chi aveva conosciuto la fatica, il lavoro, l’amore, la bellezza della famiglia. Di chi si era messo al servizio degli altri, perché anche se lavorava con la cazzuola e il cemento, lo faceva al servizio della comunità. Federigo Tiezzi, è morto mercoledì 25 marzo all’ospedale di Grosseto, nel reparto di Malattie infettive dove era ricoverato in isolamento dal primo di febbraio.

È il quarto morto al quale è stato diagnosticato il coronavirus: il tampone con il risultato positivo, però, è arrivato quando l’anziano se n’era già andato.

Giovedì 26 i suoi familiari lo hanno potuto salutare solo da lontano, così come previsto dal Decreto del presidente del consiglio: è stato tumulato al cimitero di Sterpeto dal personale della San Lorenzo servizi.

Federigo Tiezzi era nato il 13 maggio del 1931 a Marciano della Chiana, in provincia di Arezzo. Con la famiglia si era trasferito da piccolissimo in Maremma: correva l’anno 1935 quando è arrivato a Grosseto, lui ne aveva appena 4 anni. È sempre stato nel quartiere di Gorarella, in via Einaudi, dove viveva con Marcella Binarelli, venuta a mancare, il 1° dicembre 2016. Nel 2007, la coppia aveva festeggiato le nozze d’oro: i figli Brunella e Massimo, insieme ai nipoti della coppia, avevano voluto che i loro auguri fossero pubblicati sul Tirreno. Federigo era un uomo di poche parole, ma il tenero ricordo dell’amore e della felicità provata con la sua Marcella, se l’era portati nel cuore per tutta la vita.

Aveva fatto il muratore per decenni e aveva lavorato come operaio per il Comune di Grosseto, impiegato nel settore edilizia fino alla pensione.

Tiezzi era gravemente malato da tempo, tanto che, all’inizio di febbraio era stato necessario di nuovo il ricovero dopo che aveva avuto un ictus.

Prima era stato portato alle Scotte di Siena, poi era stato trasferito all’ospedale di Grosseto, dove è morto a causa delle complicazioni della sua malattia. È stato il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ad annunciare ieri per primo che c’era una vittima del coronavirus nel suo comune. In realtà Federigo non sarebbe stato ucciso dal Covid-19. Questo dato, non sarebbe stato trasmesso dall’Asl nemmeno ai suoi familiari.

La diagnosi del contagio, è arrivata dopo che Federigo se n’era già andato, quando dal laboratorio è arrivato il test al quale era stato sottoposto per essere trasferito all’hospice. Ieri mattina, il suo feretro è stato inumato al cimitero di Sterpeto, senza che i suoi familiari potessero salutarlo per l’ultima volta. —
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa