Il dolore
La moglie «Un dolore immenso, state a casa»
isola del giglio
Dicono che il dolore degli altri sia dolore a metà e forse è proprio così, ma qui le sofferenze della famiglia – in isolamento dal giorno del ricovero – fanno vibrare il cuore a tutti. Nonostante le lacrime, la sofferenza, la mancanza del conforto che solo un abbraccio può darti, la moglie di Stefano Cavero – il paziente 1 di Livorno, scomparso dopo essere stato contagiato dal Coronavirus – aveva trovato infatti la forza di lanciare appelli alla città e ai più giovani. «State a casa, nessuno deve passare quello che sto passando io», le sue parole. Stefano se n’è andato ventiquattro giorni dopo il ricovero in Terapia intensiva del nostro ospedale: aveva 55 anni, era originario dell’isola del Giglio ma abitava da sempre a Livorno, dove si occupava della manutenzione degli impianti industriali per un’azienda del territorio.
La moglie Giusy, un anno in meno di lui, è dipendente della Coop: nata a Siracusa, si è trasferita a Livorno a metà anni ’80 per motivi di lavoro del padre e ora lavora dietro al bancone della gastronomia nel supermercato.
Stefano lascia lei e la figlia Tatiana, che ha compiuto 16 anni due giorni fa. Un compleanno straziante, nel pieno dell’adolescenza. Stefano è morto poche ore dopo, il 26 marzo, lo stesso giorno in cui – qualche anno fa – se n’era andato suo padre Mario che dal Giglio se n’era andato con la famiglia tanti anni fa.
Una coincidenza ancora straziante e tremenda, soprattutto per la madre (Paola) e la sorella (Isabella) del 55enne. —
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