Lutto
L’albericidio in città è un accanimento ai nostri serbatoi di ossigeno
Il Gruppo Alberi le Colonne del Cielo condanna l’abbattimento in via Mascagni
LA LETTERA
L’attacco ai Pini che la città tentava di salvare è scattato nel pieno del blocco Coronavirus, con strade deserte, forze dell’ordine diligentemente schierate a difesa dell’albericidio, pronte a multare gli abitanti che fossero scesi in strada a protestare. E con le autorità comunali lanciate, ovviamente, non a difesa degli alberi, ma dei solerti tagliatori. Sconcertante immagine dell’Italia di oggi che sta facendo tutto il possibile per autodistruggersi.
Perché abbattere alberature urbane costituisce già di per sé un grave delitto ecologico, ma farlo nel periodo di nidificazione degli uccelli è una irresponsabile violazione delle più elementari regole di rispetto per la natura.
Il “Caso Grosseto”, che segue lo scempio di piazza Vittoria a Firenze, le pulizie del verde di Pisa e Prato e altre simili esibizioni di “analfabetismo ecologico”, non è certo l’unico: ma passerà alla storia, perché tocca il vertice della follia nazionale.
Proprio mentre il Paese piange a dirotto per lo squilibrio climatico, e ne patisce le conseguenze, fa tutto il possibile per aggravarlo. A confermarlo la prossima estate saranno la temperatura cocente, la mancanza di ombra e la perdita del più efficace e conveniente filtro contro inquinamento, aria irrespirabile e polveri sottili.
Ma allargando lo sguardo a livello nazionale, come non accorgersi che il Virus contronatura sta dilagando ovunque, tanto in città quanto in campagna, così nelle aree protette come nei boschi e nelle foreste? Si corre dunque, con sublime incoscienza, verso la cementificazione e la mineralizzazione del territorio, provocando la crescente desertificazione dell’ambiente, e l’irreversibile squilibrio ecologico, idrogeologico e climatico. Inutile ripetere, a un uditorio sordo, intossicato dalla droga imperante della crescita e dello sviluppo illimitato, quali saranno le conseguenze a carico di biodiversità, benessere, salute e futuro stesso della vita; per non parlare di cosa resterà del paesaggio della verde Toscana.
Quali sono le profonde ragioni di questo assurdo accanimento contro i nostri insostituibili serbatoi di ossigeno e accumulatori di anidride carbonica? Come mai il suicidio ecologico viene assistito, sostenuto, tollerato e perfino lodato? Insomma, proprio nel momento in cui il Paese dovrebbe schierarsi compatto a difesa degli alberi, si sta facendo in quattro per affrettarsi a massacrarli …
Gruppo
Alberi le Colonne del Cielo
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