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i controlli 

«Sono andato a scattare foto, è per cura»

Pierluigi Sposato
«Sono andato a scattare foto, è per cura»

Un ciclista ha dato questa giustificazione alla polizia provinciale che lo aveva fermato lungo la strada: è stato denunciato

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GROSSETO

Due pattuglie ogni giorno in servizio, a volte anche tre. Controlli quotidiani, sia in città, sia in periferia. Ma anche in varie località della provincia. Una ventina di denunce per violazione del decreto coronavirus pronte per essere inviate alla magistratura: tra le tante, quella per l’uomo che in bicicletta era andato da Grosseto fino alla Diaccia Botrona per fare fotografie, a scopo antidepressivo come ha riferito lui stesso.

C’è anche il personale della polizia provincia in campo, in questi giorni di emergenza sanitaria. Come sempre, ma adesso con i compiti individuati dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e sotto il coordinamento della Questura. Ieri pomeriggio, ad esempio, una pattuglia era in servizio nelle immediate vicinanze del centro commerciale Aurelia Antica: controlli cosiddetti di “vigilanza attiva”, per sorvegliare che non ci siano assembramenti o code particolari di fronte ai supermercati. Un servizio è stato svolto anche nei parchi cittadini, nei primi giorni di divieto di accesso.

Sotto la supervisione del responsabile Stefano Pacini (il settore per l’Amministrazione provinciale è curato dal consigliere delegato Bruno Ceccherini), gli agenti sono intervenuti nelle ultime settimane anche in alcune località della provincia, come a Castiglione della Pescaia, come sull’Amiata, come a Scansano in ausilio al corpo di polizia municipale per i compiti di viabilità. Dove necessario, gli agenti si sono resi disponibili per il servizio. Che avviene per lo più nella “cintura” intorno al capoluogo, negli accessi lungo l’Aurelia da sud (Quattro strade) e nord (Rugginosa): controllo dell’autocertificazione e, se tutto è ok, l’automobilista viene lasciato andare. Non è stato tutto ok però nei circa venti casi che sono sfociati nelle informative pronte per essere recapitate alla Procura.

Motivi fantasiosi non sono stati forniti. Anzi, uno sì, più che fantasioso originale. È accaduto in occasione di un controllo che la pattuglia della polizia provinciale ha effettuato sabato scorso lungo la strada del Pollino, a Casotto Pescatori. Un uomo poco più che sessantenne, in sella a una bici, abbigliato da ciclista, è stato fermato mentre faceva ritorno verso il capoluogo: «Sono stato a fare fotografie alla Diaccia Botrona, sono sotto cura, per me è come un antidepressivo», ha più o meno detto. In mancanza di una certificazione medica (oltretutto uno spostamento fuori Comune, da Grosseto a Castiglione e viceversa), questa giustificazione non è stata ritenuta valida. —



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