Il dolore
Protezioni in plexiglass a tutela di dipendenti e clienti
Ne dà notizia Failp Cisal, il sindacato dei lavoratori postali Cgil Cisl e Uil si appella a Poste: «Fate filtro agli ingressi, garantite solo servizi urgenti»
Grosseto
Da ieri in tutti gli uffici postali sono state installate protezioni in plexiglass che “distanziano” e isolano gli addetti agli sportelli dal pubblico. «E questo ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo – nota Luigi Ferraro, responsabile regionale e per la provincia di Grosseto di Failp Cisal, uno dei più rappresentativi sindacati dei lavoratori postali – Poste Italiane ha poi inserito nel documento di valutazione del rischio che i dispositivi di protezione individuale sono obbligatori; se poi riesce a garantire anche quotidianamente l’igienizzazione dei locali, crediamo di poter tirare un altro sospiro di sollievo: non solo per i lavoratori di Poste Italiane ma anche per chiunque acceda agli uffici». Poi l’appello ai lavoratori: «Qualora dovessero venire a mancare le condizioni di sicurezza – sottolinea Ferraro – chiediamo ai dipendenti di Poste Italiane di sospendere l’erogazione del servizio e di richiedere l’immediato ripristino dello stato di tutela».
Intanto anche Cgil, Cisl e Uil intervengono sulle necessità di garantire il servizio postale anche nei piccoli comuni. «Poste Italiane deve capire che deve essere garantito anche a chi vive in paesi e frazioni il diritto a riscuotere la pensione o prelevare contante dove non c’è bancomat, mentre è tutt’altro che necessario garantire operazioni come il pagamento di bollettini postali, multe o la rata del mutuo, le cui scadenze sono state posticipate. Cosa che non giustifica, peraltro, nemmeno l’uscita di casa». È netta la posizione dei confederali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dei pensionati e dei lavoratori postelegrafonici, espressa in una nota firmata da Claudio Renzetti, Maurizio Milani e Federico Capponi.
«Il management di Poste Italiane – spiegano i segretari provinciali – deve decidere e comunicare in modo chiaro quali sono le attività per cui è lecito recarsi agli uffici postali, e quali sono escluse. Adeguandosi come ogni azienda agli obblighi stabiliti dal recente Dpcm sulla rarefazione delle persone negli ambienti pubblici e di lavoro. Salvaguardando chi lavora e chi fruisce dei servizi. E ci aspettiamo che il prefetto faccia rispettare anche a Poste Italiane questi obblighi». «Poste – continuano Cgil, Cisl e Uil – svolge un ruolo d’interesse pubblico, per cui rientra nei suoi doveri garantire agli anziane la possibilità di riscuotere la pensione. E, al pari di tutti coloro che erogano servizi e sono aperti al pubblico, è doveroso anche per Poste fare filtro agli ingressi ed erogare solo prestazioni urgenti e indifferibili mandando via tutti gli altri, anche chiedendo supporto agli organi preposti alla sicurezza». «Questa è – concludono – l’occasione per fare educazione sanitaria, e organizzare i servizi in modo da evitare assembramenti. All’ufficio postale come al supermercato, infatti, ci si deve andare il meno possibile e solo per motivi indifferibili». –
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