Il Tirreno

Grosseto

La tempesta non ferma le cure di eccellenza

Lina Senserini
La tempesta non ferma le cure di eccellenza

Operazione all’avanguardia con due équipe in tandem: neuroradiologi  e specialisti di radiologia interventistica insieme per un delicato intervento 

3 MINUTI DI LETTURA





grosseto

Intervento multidisciplinare all’avanguardia, eseguito venerdì scorso all’ospedale di Grosseto. Un uomo di 82 anni, con gravi patologie vascolari e una situazione complessiva di salute molto compromessa, è stato sottoposto a un delicato intervento che ha impegnato contemporaneamente due équipe specialistiche allo stesso tavolo operatorio, in sala angiografica: i neuroradiologi coordinati da Mauro Zocchi, direttore dell’Unità operativa semplice dipartimentale di Neuroradiologia del Misericordia e della omonima rete aziendale, e gli specialisti di Radiologia interventistica, coordinata da Massimo Pieraccini, direttore dell’omonima Unità operativa semplice dipartimentale di Grosseto e della rete aziendale.

Il paziente era in sala angiografica per la rimozione di una placca alla carotide e il posizionamento di uno stent per riaprire il vaso. Al momento dell’intervento, che prevede l’accesso del catetere dalle arterie femorali, i neuroradiologi Mauro Zocchi, Valerio Lunghi e Daniele Gambacorta si sono trovati di fronte a una stenosi anche del tratto aorto-iliaco che non consentiva al catetere di passare e raggiungere la carotide. A quel punto la soluzione sarebbe stata quella di interrompere la procedura e rimandarla a un secondo momento, facendola precedere da un intervento sull’aorta da parte dell’équipe di Radiologia interventistica. Questo avrebbe comportato una seconda anestesia in un paziente con un quadro clinico già molto complesso, maggiori rischi e non ultimo un prolungamento del ricovero.

Da qui la decisione di far intervenire subito la seconda équipe, composta da Massimo Pieraccini e Alessio Puliti. Non è la prima volta, infatti che neuroradiologi e radiologi interventistici si trovano a lavorare fianco a fianco. Pieraccini e Puliti, entrando dalle arterie femorali hanno inserito due stent particolari, detti “stent-graft”, che hanno ricostruito la biforcazione iliaca dell’aorta, riaprendola al passaggio del flusso sanguigno. Nella seconda parte della procedura è intervenuta l’équipe di Zocchi che inserendo, il catetere dallo stesso accesso femorale, ha potuto liberare la carotide dalla placca e inserire lo stent, riaprendo completamente il vaso. Al temine dell’intervento, gli accessi dalle due arterie femorali sono stati chiusi con un sistema innovativo, che viene usato da anni a Grosseto e che riduce al minimo le complicanze post operatorie.

«L’intervento è andato bene – spiegano i medici – e il paziente sta recuperando la funzionalità anche degli arti inferiori, compromessa dalla stenosi dell’aorta. Per noi è stato un grande successo, tenendo conto dell’età dell’uomo, del suo quadro clinico e non ultimo del fatto che abbiamo dovuto cambiare strategia operatoria in corso d’opera. Siamo abituati a intervenire in squadra – aggiungono – ma occorre essere ben rodati, avere un alto livello di esperienza e aver sviluppato competenze che normalmente sono esclusivo appannaggio dei centri specializzati e delle cliniche universitarie. Il nostro obiettivo era quello di evitare al paziente di subire due interventi e una nuova anestesia. Ci siamo riusciti. In questo momento molto delicato, in cui gli sforzi della struttura ospedaliera sono concentrati sull’emergenza coronavirus, è ancora più importante dare sicurezza ai pazienti sull’alto livello di qualità di tutte le altre prestazioni». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa