Sicurezza
Ricette per i farmaci via sms? Un caos
Sos dalla farmacia Palermo di Porto Santo Stefano: «Si creano file lunghissime». Gli addetti devono trascrivere il messaggio ricevuto dal paziente e poi stampare.
PORTO SANTO STEFANO. «Siamo allo stremo per la troppa gente, chiediamo che le procedure di accesso alle ricette siano snellite».
Super lavoro per farmacie e supermercati durante l’emergenza coronavirus, con le prime che devono però fare i conti con una novità in più: partito la scorsa settimana per snellire il processo di assegnazione delle ricette mediche negli ambulatori, il sistema degli sms sta mettendo in difficoltà i farmacisti per quanto riguarda i tempi di permanenza delle persone all’interno delle farmacie.
File che arrivano addirittura all’esterno in alcuni momenti della giornata, spesso a causa dei passaggi che devono essere effettuati per poter servire i clienti. A differenza del vecchio formato cartaceo, infatti, con la ricetta via sms il farmacista deve trascrivere il messaggio ricevuto dal paziente e stampare la ricetta, anziché presentarsi con il foglio come avveniva in precedenza. Esiste comunque un altro sistema che, però, utilizzano in pochi: quello dei messaggi WhatsApp che, assieme a quello delle mail, snellirebbe il lavoro dei farmacisti, ma che invece utilizzano in pochi.
A lanciare il grido d’allarme è il dottor Francesco Palermo, farmacista di Porto Santo Stefano che sta riscontrando notevoli difficoltà sia per smaltire le file interminabili di persone che si recano in negozio, sia per assegnare i medicinali a seguito delle ricette via sms.
Il problema più grande, dice, è che «c’è questo decreto con cui le persone, con un sms che ha all’interno un codice, possono avere le ricette mediche. In molti arrivano in farmacia con il messaggino che però è primitivo, perché bisogna digitare a mano i 15 numeri per poi accedere alla ricetta. Questo, invece di snellire la procedura, ci appesantisce il lavoro. Per ogni ricetta impieghiamo dai 3 ai 4 minuti. Se una persona ad esempio ne ha 5 ci sta almeno 15 minuti, con rischio di contagio per tutti con la fila che si crea fuori dal negozio. Purtroppo il sistema negli ultimi giorni è andato più volte in blocco per eccessivo carico alle linee, creandoci tanti problemi perché non possiamo accedere alle ricette. Insomma, sono stati snelliti gli studi medici ma ora il problema è passato alle farmacie: questo comporta che noi non ce la facciamo più, il lavoro è raddoppiato e noi siamo allo stremo».
Quindi Palermo lancia una proposta. «Come noi ovviamente anche gli altri farmacisti sono in difficoltà , visto che alcuni lavorano anche attraverso lo sportello e non direttamente in farmacia. Chiediamo di snellire le procedure burocratiche che sono troppo lente. Come? Noi abbiamo trovato il modo: dovremmo avere la possibilità di accedere al fascicolo sanitario elettronico per quanto riguarda le ricette: basta che la gente venga in farmacia con la tessera sanitaria. Tramite quella si accede come operatore al portale della Regione, arrivando alle medicine richieste. Questo attualmente ad oggi non è consentito, se non in Veneto ed Emilia Romagna. Noi chiediamo di snellire questa procedura, speriamo che la Toscana recepisca questa nostra necessità».
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