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Mascherine per La Racchetta firmate Olympia de Gouges

Ivana agostini
Mascherine per La Racchetta firmate Olympia de Gouges

Le sta producendo (finora 150) Patrizia Bartolini, una delle responsabili locali del centro che continua l’assistenza alle donne vittime di violenza

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Due cuori rosa impressi sulle mascherine per dire grazie. In questi giorni sono tante le persone che si stanno dando da fare per realizzare mascherine e donarle gratuitamente a chi ne è sprovvisto. Lo sta facendo anche il Centro Antiviolenza Olympia de Gouges di Capalbio.

«Le stiamo realizzando per i volontari della Protezione civile della Racchetta - spiega Patrizia Bartolini, una delle responsabili locali del centro, che da giorni sta producendo mascherine - Ce le hanno chieste e ci siamo subito messi al lavoro per creare delle mascherine che siano riutilizzabili. Sappiamo bene che non si tratta di presidi sanitari ma le abbiamo realizzate in cotone creando uno spazio interno dove poter mettere della carta forno od altro materiale utile. I materiali che utilizziamo sono stati disinfettati e le mascherine, dopo l'uso possono essere bollite e disinfettate». Patrizia ne ha realizzate circa 150 e continua a farne. «Adesso il difficile è reperire il materiale per farle - aggiunge - Ho finito gli elastici e sto utilizzando dei laccini. Fra poco li userò rossi dato che mi sono rimasti solo questi».

Unione, forza e tanta solidarietà, questo è il motore che spinge Patrizia e le altre persone che si stanno dando da fare per dare una mano. «Adesso non possiamo ritrovarci ma speriamo di poterlo fare al più presto».

Nel frattempo il centro sta continuando a svolgere il suo lavoro di vicinanza alle donne vittime di violenza. Purtroppo, per molte donne costrette alla convivenza forzata con uomini violenti; questi sono giorni ancora più difficili e il centro non le abbandona. «Continuiamo a seguire e sostenere telefonicamente le donne che hanno bisogno di noi e ringraziamo i carabinieri per l'aiuto che ci danno» dice Bartolini.

Tutte le attività del Centro sono state sospese a causa dell'emergenza coronavirus: «Avevamo in programma una cena di beneficenza - conclude Bartolini - e abbiamo due nuove panchine rosse da installare. Speriamo di poterlo fare presto». —

Ivana agostini

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