Gioco
«Ma i disabili possono uscire?» Ora Frascino scrive al prefetto
Anche la Conferenza delle donne democratiche sollecita il riconoscimento dello stato di necessità
grosseto
Possono uscire, accompagnati, per motivi di fatto terapeutici, le persone disabili in questi tempi di divieti? Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole, ha rivolto questa domanda, di cui ha fatto oggetto anche di un intervento pubblicato giorni fa su queste pagine - al prefetto.i fa
Perché alcune famiglie gli hanno rappresentato «le loro grandi difficoltà nel tenere chiusi in casa tutto il giorno i propri figli - scrive - Peraltro il problema sta emergendo in tutta Italia. Ragionando su questo problema, ho pensato che uscire di casa con un proprio figlio o parente disabile potrebbe rientrare nell’ambito dello “stato di necessità” previsto dall’autocertificazione. Basterebbe accompagnare all’autocertificazione, carta d’identità e certificato d’invalidità della persona disabile. Naturalmente nel rispetto del divieto assoluto di frequentare luoghi affollati e della distanza minima. Nel caso questo fosse possibile, occorrerebbe un via libera istituzionale, che a mio avviso competerebbe alla Prefettura, in quanto articolazione dello Stato e del Governo sul territorio. Così da avere omogeneità di approccio in tutta la provincia».
A questa richiesta si unisce la Conferenza delle donne democratiche della provincia di Grosseto. «Chiediamo che per le persone con disabilità psichica, intellettiva e relazionale o con multi-disabilità si possa almeno prevedere una passeggiata insieme a un familiare, per tentare quantomeno di alleggerire il peso psicologico di una situazione di certo da non sottovalutare - scrivono - Per le persone con disabilità, per i soggetti non autosufficienti e per i loro familiari, la quarantena rischia di trasformarsi in un trauma. Il solo cambiamento della semplice routine costituisce un grave problema e il rischio dell’isolamento sociale è dietro l’angolo, considerando l’impossibilità di poter contare sul sostegno di centri diurni, di attività strutturate di socializzazione e della scuola. Le famiglie sono tornate a svolgere il ruolo di #caregiver e a loro devono andare tutta la nostra vicinanza e comprensione. Adesso però serve fare un ulteriore passo in avanti: quando si parla di “stato di necessità”, si deve comprendere che in alcuni casi uscire anche solo per qualche minuto per una passeggiata è considerabile a tutti gli effetti una necessità. Tutto nel completo rispetto delle norme previste dal “Cura Italia”. Non si tratterebbe di una misura risolutiva, ma aiuterebbe. Lavoriamo tutti insieme affinché già da domani possa essere applicata, come già accade nella città di Treviso, in cui il sindaco con il prefetto, accogliendo la richiesta avanzata dalla Fondazione Oltre il labirinto, hanno concesso l’uscita in bici e a piedi alle famiglie con ragazzi autistici, a patto che siano in possesso di documentazione comprovante la patologia e rispettino quanto stabilito dal decreto in termini di distanza sociale». —
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