Sicurezza
Freddo inatteso, agricoltura in ginocchio
Temperature attese anche sotto lo zero, l’allarme delle associazioni: danni a frutta e verdura, coltivatori in difficoltà
Gabriele Baldanzi / GROSSETO
Un calo graduale delle temperature, un abbassamento che porterà il termometro a zero anche in città e sulla costa. È ciò che ci attende nelle prossime 36-48 ore, quando la neve – stando alle previsioni del Lamma – cadrà per la prima volta anche nel comprensorio delle Colline Metallifere e nelle valli del Fiora e dell’Albegna, sopra i 400/500 metri. Insomma, valori ben al di sotto delle medie e fenomeni da inverno inoltrato (si temono le brinate), che porteranno ulteriori danni all’agricoltura, soprattutto agli alberi da frutto.
Da giovedì sera, poi, quella che è stata definita “la sciabolata artica”, caratterizzata anche da venti forti da nord est, dovrebbe dare una tregua.
Purtroppo, però, un altro periodo perturbato è dietro l’angolo: dal 30 marzo al 4 aprile le temperature, inizialmente nella media, si abbasseranno di nuovo e si aprirà un altro periodo piovoso.
Ieri mattina, nelle campagne di Alberese, Principina, Ribolla, Ponti di Badia, il panorama era davvero desolante: campi ghiacciati e danni alle primizie. Non solo.
Le alte temperature delle scorse settimane avevano portato a fioriture anticipate nei frutteti, che proprio per questo ora rischiano di essere pesantemente danneggiati dal freddo.
La speranza è che albicocchi, ciliegi, peschi e viti possano risentire solo parzialmente della gelata, mentre danni ingenti si registrano già adesso lungo la costa e nelle aree interne, dove gran parte dell’ortofrutta risulta, come detto, bruciata dal freddo delle ultime notti.
«Non c’è pace per il settore primario – commenta amaramente il direttore di Cia Grosseto, Enrico Rabazzi –. Dopo il coronavirus, ora ci si mette anche il clima».
Cia stimerà i danni nei prossimi giorni: «Non sappiamo ancora cosa troveremo nei campi alla fine di questo colpo di coda climatico, prevediamo danni ingentissimi, da sommare a quelli già prodotti dal coronavirus al mondo agricolo».
Durante le ultime notti le temperature sono già scese sotto lo zero, con conseguenze soprattutto sull’ortofrutta, ma anche su altri settori che vengono adesso monitorati. Da subito, nel rispetto delle precauzioni imposte dalla vigente situazione di sicurezza sanitaria, Cia Grosseto si è resa operativa per sostenere i propri associati e per capire dove e quante sono le colture compromesse.
«Purtroppo – fa presente un’altra associazione di categoria, Confagricoltura – la situazione resterà critica almeno fino a venerdì, con freddo, gelate e nevicate anche in pianura e, quindi, i danni che già si registrano tenderanno ad aggravarsi ulteriormente e ad ampliare le zone coinvolte».
«Al di là dell’emergenza coronavirus, gli agricoltori della Maremma – conclude il direttore di Cia, Rabazzi – sono impegnati per garantire scorte alimentari a sufficienza per tutti. Seguendo quel senso di responsabilità che li caratterizza, hanno continuato a lavorare per assicurare cibo sano a tutta la popolazione. Per questo i loro problemi non vanno dimenticati, soprattutto adesso. Alla politica, che finalmente ha compreso il ruolo strategico del settore primario, è dunque chiesto di fare la sua parte e intervenire con urgenza, per scongiurare la fine di un intero settore produttivo e aiutare gli imprenditori agricoli in difficoltà». —
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