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Grosseto

Coronavirus, il Misericordia è hub e la chirurgia oncologica sarà trasferita

Lina Senserini
Le tende pre-triage dell'ospedaleMisericordia che diventa hub per il Covid-19 (Foto Agenzia Bf)
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Le tende pre-triage dell'ospedaleMisericordia che diventa hub per il Covid-19 (Foto Agenzia Bf)

L’ospedale di Grosseto è la struttura di riferimento per i contagiati da Covid-19. Chi deve essere sottoposto a operazioni chirurgiche oncologiche sarà preso in carico dai presidi sanitari di Massa Marittima e Orbetello. Ecco nel dettaglio che cosa cambierà.

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GROSSETO. Dal 31 marzo, alcune attività chirurgiche normalmente eseguite all’ospedale di Grosseto verranno spostate a Massa Marittima e a Orbetello. Il Misericordia, infatti, come si dice tecnicamente, è “hub Covid-19”, che vuol dire la struttura di riferimento, insieme al San Donato di Arezzo, per tutta la Asl sud est per quanto concerne l’emergenza coronavirus. Questo significa che una parte dell’ospedale è stata interamente dedicata all’accoglienza e al ricovero delle persone con tampone positivo e con un sintomatologia grave, rimodulando le attività in base alle necessità dettate dall’emergenza, per ottenere contemporaneamente quanti più posti letto possibile da dedicare ai pazienti positivi. Tuttavia, se la cura delle persone colpite da Covid-19 è la priorità, ci sono una serie di prestazioni di oncologia e di chirurgia oncologica che non possono essere rimandate e che devono essere svolte nella massima sicurezza per i pazienti, i loro familiari e gli operatori. La soluzione per Grosseto arriva dai due ospedali di Massa Marittima e di Orbetello, dove nei prossimi giorni saranno trasferite le attività chirurgiche che non possono essere sospese o rimandate. «Sono ospedali moderni – spiega il direttore della Asl sud est, Antonio D’Urso – e nel caso di Massa Marittima oggetto, negli anni scorsi, di un’importante ristrutturazione dell’intero blocco chirurgico, nelle cui sale operatorie è possibile eseguire tutti i tipi di intervento che sarebbero stati fatti al Misericordia. Il nostro obiettivo – conclude – è separare i percorsi per i pazienti con infezione da Covid-19 e per i pazienti con altre patologie, garantendo la continuità e la qualità dell’assistenza per tutti».

Il piano, messo a punto in accordo con la direzione e con i professionisti, da Monica Calamai, a capo della rete ospedaliera aziendale e direttrice sanitaria dell’ospedale di Grosseto, prevede il trasferimento della chirurgia oncologica (generale, urologica, ginecologica, otorinolaringoiatrica), della chirurgia oculistica di urgenza, della traumatologia ortopedica e dell’attività in urgenza al San Giovanni di Dio di Orbetello. Qui verrà trasferito anche il robot Da Vinci, per non interrompere l’attività della chirurgia robotica, che in alcune specialistiche come l’urologia è l’indicazione principe.

All’ospedale Sant’Andrea di Massa Marittima, invece, si sposta la chirurgia senologica oncologica e la dermatologia oncologica. «Con questa riorganizzazione – spiega Calamai – possiamo portare avanti l’attività chirurgica indifferibile, sempre tenendo conto delle indicazioni regionali entrate in vigore con l’emergenza coronavirus, garantendo le urgenze ma anche le risposte ai pazienti oncologici in attesa di intervento. Contestualmente, svuotando una parte del vecchio ospedale di Grosseto, abbiamo ridotto l’affollamento sia di utenti che di personale, limitando al massimo i contatti. Ogni decisione è stata presa in accordo con i professionisti, il motore dei nostri ospedali – aggiunge – tenendo conto delle caratteristiche del Sant’Andrea e del San Giovanni di Dio, come gli spazi a disposizione e la presenza della terapia intensiva, nel caso di Orbetello».

Anche le attività come le visite per la preospedalizzazione e le agende chirurgiche saranno gestite direttamente a Massa Marittima e a Orbetello.
 

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