Gioco
Benzinai verso lo sciopero chiedono tutele per la salute
Stanotte inizieranno a chiudere gli impianti autostradali, a seguire gli altri Un gestore: «Incassi crollati, ma sono commosso dalla solidarietà dei clienti»
GROSSETO
Hanno continuato a erogare un servizio di pubblica utilità senza tutele e agevolazioni ma adesso anche i benzinai sono sul piede di guerra. Lo ha annunciato ieri un comunicato congiunto delle principali sigle sindacali che denuncia le difficoltà della categoria (oltre 100mila gestori in tutta Italia) durante la pandemia.
Come spiega la nota di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anica Confcommercio gli impianti di rifornimento carburanti inizieranno a chiudere da stanotte, partendo da quelli della rete autostradale per poi passare agli altri. «Non c’è ancora una tempistica precisa – sottolinea Mario Filabozzi (Faib Confesercenti) – perché il nostro auspicio è che il grido di allarme arrivi alle compagnie petrolifere e al governo e non si giunga alla rottura. Certo è che i gestori che finora hanno assicurato la continuità del trasporto di merci e persone lo hanno fatto senza sostegni di natura economica, anzi con incassi crollati (visto che la gente giustamente sta a casa), facendo i conti con le compagnie che non hanno previsto alcun tipo di agevolazione e continuano a comportarsi come se non fosse successo niente, e senza adeguati dispositivi di protezione individuale (Dpi) che quasi sempre hanno dovuto procurarsi da soli».
A confermare il grido d’allarme su scala nazionale la testimonianza di un benzinaio grossetano, Luca Alcamo, che gestisce l’impianto di via Mascagni 77. «Abbiamo praticamente lo stesso danno economico delle aziende che hanno dovuto chiudere dato che il volume di affari non raggiunge neanche il 10% di quello abituale – spiega il gestore – ma non possiamo neanche stare a casa perché il nostro è un settore essenziale, quindi siamo esposti al contagio come i dipendenti dei servizi ancora aperti. La giornata lavorativa non è cambiata, però non guadagniamo nulla e le spese sono sempre le stesse».
I benzinai si sentono un po’invisibili in questo frangente. «Nulla a che vedere – precisa Alcamo – con il sacrificio che stanno facendo gli operatori sanitari che sono in prima linea ma anche il servizio che offriamo noi è indispensabile per il sistema Paese e al momento nessuno pare essersi accorto di noi. Nonostante questo ritengo che uno sciopero adesso sarebbe una iattura e spero che qualcuno si adoperi fino in fondo per scongiurarlo, ma comprendo la posizione dei sindacati».
Per la questione dei Dpi Alcamo è stato più fortunato di altri colleghi: «I primi giorni sono stati duri. Le mascherine erano introvabili e sono riuscito a proteggermi grazie alla generosità di clienti, amici o sconosciuti che, saputo che ne ero sprovvisto, me le hanno portate. Mi sono commosso. Devo dire che la compagnia con la quale opero si è mossa molto celermente: il mio assistente di rete si è attivato per verificare le mie esigenze e concordare il da farsi. Potendo contare in città su una ditta che le fabbrica (Toscano) ho acquistato quello che serviva in loco: la compagnia ha già proceduto ad autorizzare il rimborso». —
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