Trentuno pazienti ricoverati «Aumento più contenuto»
La maggior parte dei positivi sono seguiti direttamente al domicilio Il direttore generale dell’Asl rassicura: «È il dato più basso della Toscana»
grosseto
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto scuola: per comunicare con gli italiani, ha scelto, dall’inizio dell’emergenza, la diretta su Facebook. E sulla stessa linea si muove anche il direttore generale dell’Asl Toscana Sud Est, che ieri, ha rifatto il punto sulla situazione nelle tre province di Arezzo, Siena e Grosseto. «Sono 461 le persone sul territorio dell’Asl Toscana Sud Est risultate, alla mezzanotte di ieri - spiega - , positive al coronavirus, ovvero il 10% degli assistiti con sintomatologia influenzale, che erano state sottoposte a tampone. In totale tra Arezzo Siena e Grosseto si tratta di 4.693 persone. I positivi sono: 130 casi a Grosseto, 187 ad Arezzo e 144 a Siena».
Oltre ai 461 positivi, le persone messe in quarantena per possibile contatto sono 2.860 e sette invece, in tutto il territorio dell’Asl, i pazienti tra gli 80 ed i 90 anni - con quadri clinici complessi- deceduti in seguito a complicanze correlate all’influenza da Coronavirus. Cinque i guariti clinicamente e virologicamente, ovvero, che hanno fatto il doppio tampone che è risultato negativo. La maggior parte dei positivi (circa l’80%), considerata la sintomatologia non grave, è seguita a domicilio dai servizi dell’Asl e dal proprio medico di famiglia (356 persone).
«I pazienti, il cui stato di salute è tale, invece, da necessitare cure più approfondite per via di sintomi più gravi, sono ricoverati negli ospedali aziendali (94 persone), 31 a Grosseto - dice ancora il dg Antonio D’Urso - Questi, dal monitoraggio continuo, reagiscono positivamente alle terapie. I casi più gravi, quelli che presentano difficoltà respiratorie, sono ricoverati in Terapia Intensiva degli ospedali di Arezzo e Grosseto (23 persone)». Gli ultimi giorni hanno fatto registrare un contenuto aumento dei casi, il più basso della Toscana. Da domenica a lunedì, nella provincia di Grosseto ad esempio, il numero dei contagi è pressoché dimezzato.
«Ciò non toglie che la curva dei contagi possa salire nei prossimi giorni. Anche per questo, la direzione aziendale sta lavorando per potenziare la capacità di accogliere pazienti coronavirus e specializzare il più possibile i due poli Covid individuati nella rete ospedaliera della sud est (il San Donato di Arezzo ed il Misericordia di Grosseto), liberando le strutture da tutte le attività non riconducibili alla cura del Covid - dice ancora D’Urso - Gli altri ospedali della rete aziendale mantengono la loro attività, seppur ridotta e contratta, destinata a pazienti con patologie no Covid».
Altro tema su cui il direttore si è soffermato è stato quello delle residenze sanitarie assistite nelle quali sono stati registrati casi positivi. «Per noi la tutela della salute dei pazienti fragili ricoverati nelle rsa è sicuramente un obiettivo prioritario», ha dichiarato Antonio D’Urso. «Per questo abbiamo istituito un’unità di crisi, diretta dal direttore dei servizi sociali Simonetti e dal direttore di zona distretto competente per la zona - dice - che darà direttive chiare e risposte appropriate alla gestione dei casi di Covid», proprio come è successo nei giorni scorsi a Villa Pizzetti dove un’anziana è stata ricoverata in Malattie infettive e un’altra decina sono risultati positivi ma asintomatici al Covid-19.—
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