Il Tirreno

Grosseto

Tensione alle Poste Cliente protesta dopo la lunga attesa

Tensione alle Poste Cliente protesta dopo la lunga attesa

I sindacati Failp, Ugl e Sailp chiedono interventi al prefetto perché nei prossimi giorni sia garantito l’ordine pubblico

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Attimi di tensione ieri mattina all’interno delle Poste centrali di Follonica. Un cliente, esasperato dalla lunga attesa per entrare in ufficio per eseguire alcune operazioni, poiché appena si è presentato alla cassa ha capito che non poteva eseguire alcune operazioni richieste, perché al momento non erano disponibili, ha sollevato proteste particolarmente accese.

Al punto che i dipendenti, che hanno ricostruito l’episodio, hanno chiamato le forze dell’ordine, intervenute per riportare la calma. In quel momento all’interno delle Poste via Golino, oltre agli sportellisti, c’erano anche altri due altri clienti, ma fuori la fila per entrare era davvero lunga. Un episodio che ha destato la preoccupazione e la paura tra il personale, specialmente in vista della prima scadenza di pagamento delle pensioni, giovedì 26, quando l’affluenza di pubblico sarà maggiore. In questo particolare momento, viste le restrizioni emanate dal Governo per il contenimento del propagarsi dell’infezione da Covid-19, Poste italiane ha ridotto molte aperture degli uffici, e all’interno di quelli aperti si può accedere uno alla volta e in numero uguale a seconda di quanti sportelli sono aperti, tenendo la distanza di almeno un metro da persona a persona. Nel territorio di Follonica gli uffici aperti sono due, ma a giorni alterni: la succursale di via della Pace, apertea il martedì, giovedì e sabato, e l’altro è proprio l’ufficio centrale di via Golino, aperto il lunedì, mercoledì e venerdì, dove è successo ieri il fatto.

E quello avvenuto ieri non è purtroppo l’unico episodio che si registra sul territorio nazionale. Come confermano anche tutte segreterie generali delle sigle sindacali di Poste con una nota inviata a Roma, nella quale le stesse denunciano casi di episodi simili che si sono registrati in altre parti d’Italia. «Intimidazioni, insulti, atti di teppismo, - si legge – si sono verificati in questi giorni contro i lavoratori delle poste, a causa delle lunghe file che si formano all’esterno dei nostri uffici». La preoccupazione nei lavoratori postali adesso è altissima, in prospettiva anche della scadenza del 26.

Anche sul territorio regionale e provinciale alcune sigle sindacali dei lavoratori postali si sono prontamente mosse. Failp-Cisal, Ugl-Com e Sailp-Com hanno scritto ai prefetti delle varie provincie della Toscana, segnalando la situazione. «Nonostante le prescrizioni dei vari Dpcm governativi, - scrivono le tre sigle sindacali - tese a ridurre gli spostamenti delle persone, segnaliamo che si registrano ancora oggi eccessive frequentazioni di persone negli uffici Postali aperti, con richieste di servizi che molto spesso non hanno nessuna urgenza. Poste Italiane, - continua la nota di Failp, Confsal e Ugl - sul nostro territorio, non si avvale di alcun supporto di vigilanza privata, la quale invece sarebbe di massima importanza in questo particolare momento come ad esempio per la scadenza delle pensioni».

«Pertanto, in vista della prossima scadenza del 26 marzo e seguenti giorni, dove si prevede una notevole affluenza di persone, al fine di evitare ulteriori episodi d’insulti e intimidazioni, contro i lavoratori di Poste» - le tre sigle sindacali chiedono l’intervento del prefetto «nei modi ritenuti più idonei ed efficaci al rispetto dell’ordine pubblico, con l’utilizzo se ne dovesse ricorrere la necessità, anche con l’intervento delle forze dell’ordine, in questo specifico momento». La tensione è davvero alta tra i lavoratori delle Poste in provincia, - concludono Failp, Cisal e Ugl - «i quali purtroppo sono costretti a fronteggiare questa emergenza dovuta al Covid-19, con pochissime armi a disposizione, se non quella della pazienza e della dedizione al lavoro». —

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