Il Tirreno

Grosseto

Taglio pini in via Mascagni: «Caro sindaco ascolti le opinioni con un po’ più di umiltà»

 Taglio pini in via Mascagni: «Caro sindaco ascolti le opinioni con un po’ più di umiltà»

Il professor Giulianotti: «Non serve un esperto per capire che 52 alberi monumentali sono un patrimonio da difendere» 

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LA LETTERA

«Cari cittadini di Grosseto, la situazione della pandemia virale è molto seria non solo in Italia, ma anche qui negli Stati Uniti dove forse è stata a lungo sottovalutata. Dobbiamo tutti insieme fare il nostro dovere, iniziando con il rispetto delle regole. Il momento è brutto, ma consentitemi comunque di chiudere la polemica aperta sul taglio dei 52 pini monumentali di via Mascagni con alcune considerazioni finali».

Esordisce così Piero Giulianotti, professore di Chirurgia all’università di Chicago (Illinois), in una lunga lettera aperta. «Ho ricevuto in questi giorni messaggi di solidarietà per le mie posizioni e anche attacchi e commenti negativi – scrive il professore, che dagli Stati Uniti aveva criticato il sindaco per la scelta di tagliare i pini. «Alcuni attacchi (faziosi) non meritano risposta, altri commenti richiedono una replica. Le mie considerazioni non sono né di destra né di sinistra e ci terrei a precisare che non sono interessato a diventare sindaco di Grosseto. Vorrei essere considerato (e rispettato) come un cittadino al di sopra delle parti, un amante della Maremma e della città, una risorsa a disposizione per il bene comune. Purtroppo devo dire che ho visto alternarsi diverse amministrazioni della città… e che dire? Non c’è limite al peggio.

Un lettore mi chiede come mai non sono intervenuto per altre decisioni similari prese da precedenti amministrazioni comunali. La risposta è semplice, non sono intervenuto perché non ne ero a conoscenza. Qualcuno mi ha insultato dicendo che sono un chirurgo e devo occuparmi di chirurgia, non di amministrazione della città. Sarebbe troppo facile rispondere che allora anche un imprenditore agricolo dovrebbe fare solo l’imprenditore agricolo o un impiegato comunale l’impiegato comunale. Niente di più errato. Ogni professionista è innanzitutto un uomo e come tale ha il diritto / dovere di partecipare alla vita “politica” della città o del proprio Paese. I cittadini della “polis” nell’antica Grecia scendevano in piazza (agorà) per discutere e condividere le decisione critiche per la comunità. Questo modello è la base della moderna democrazia.

Qualcuno mi chiede ironicamente se sono un “botanico robotico”. Non sono un esperto di botanica, ma amo e rispetto profondamente la natura. Comunque non ci vuole un esperto di botanica per capire che 52 pini monumentali in centro città sono un patrimonio da difendere a ogni costo. Vi garantisco che qui negli Stati Uniti nessuno si sarebbe sognato di fare uno scempio del genere, piuttosto avrebbero cambiato il decorso di una strada, facendo nell’area dei pini un magnifico parco pubblico. Il signor sindaco ha difeso il suo operato dicendo che ha il 90 per cento dei consensi e che il suo ruolo è prendere decisioni e che il solo giudizio sul suo operato sarà elettorale! Spero che si sbagli sui consensi (sarebbe veramente triste, neanche Mussolini aveva quel tipo di adesioni) ma se è così sicuro perché non ha fatto un bel referendum cittadino sul taglio dei pini? Altra considerazione va fatta sui limiti del potere esecutivo. Nel mondo intero sta prevalendo (ohimé) un modo “decisionista” di interpretare i ruoli di comando. Quali sono i limiti di un presidente, di un capo di Governo, di un sindaco?

Ma ci sono molte aree indefinite dove l’interpretazione personale ha il sopravvento. Nello specifico può un sindaco decidere di abbattere un monumento, un’opera storica, un viale di pini monumentali? Può pensarlo. Ma chi decide il valore culturale dell’oggetto da demolire? Chi vaglia progetti alternativi? Chi può porre un freno dicendo no? La magistratura di Grosseto perché non è intervenuta a chiedere perizie tecniche/culturali? Perché lascia che si mandino gruppi di operai sulla strada in un momento in cui tutti sono costretti per legge a stare a casa? Mi risulta che associazioni dei beni culturali (come Italia Nostra) fossero assolutamente contrarie al taglio dei pini.

Qualcuno mi ha esortato a occuparmi di medicina in questo momento delicato per la sanità pubblica, chiedendosi come mai ho il tempo per dedicarmi alla questione dei pini. Vorrei precisare che anch’io sono in trincea. Mi occupo dei malati con o senza virus (esponendo me stesso e la mia famiglia). Continuo ad andare in sala operatoria tutti i giorni, anche se l’Università Illinois ha limitato gli interventi alle sole urgenze, tumori e trapianti. Il tutto non mi impedisce di leggere le news e di dedicare il poco tempo personale (solitamente notturno o precoce mattutino) a scrivere mail e tenere contatti con il resto del mondo.

Un lettore mi ha ricordato che la sicurezza sulla strada viene prima di ogni altra considerazione, aggiungendo che forse non mi ricordo le condizione di viale Mascagni. Sulla sicurezza ha ragione, ma si poteva ottenere in tanti altri modi senza richiedere il sacrificio di quelle piante straordinarie (riorganizzazione del tracciato, dissuasori, cartelli luminosi, rifacimento del manto stradale con tecniche speciali etc).

Vorrei infine chiudere facendo alcune raccomandazioni. Una al signor sindaco: affronti i problemi con un po’ più di umiltà, ascolti le opinioni di associazioni e minoranze. Lei è il sindaco di tutti, non solo dei suoi “fan”. Il mondo non si divide fra avversari e sostenitori (di solito faziosi). Si circondi di collaboratori migliori perché da quanto si evince dai commenti ricevuti il livello di molti è davvero basso. Una raccomandazione ai giovani: fatevi sentire di più, con forza e coraggio … Il futuro è vostro. Ma quale futuro avrete se noi ve lo stiamo rovinando? Impediteci di farlo. Questa epidemia, se Dio vuole finirà. Abbiate fiducia ma rispettate le regole. Solo con il contributo di tutti ne usciremo. Questa esperienza ci cambierà per sempre. Ci insegnerà che l’uomo deve porsi dei limiti, la Natura deve essere conosciuta e rispettata a cominciare dagli alberi che abbiamo sotto casa. Un abbraccio (virtuale) a tutti». –



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