Sicurezza
«Noi Pescatori non molliamo ma rischiamo danni notevoli»
orbetello
L’Italia è in piena emergenza coronavirus e molte aziende sono in crisi per lo stesso motivo. Fra queste anche la cooperativa dei Pescatori di Orbetello che fa registrare il 75 per cento in meno di incassi rispetto alle previsioni.
«Tre eventi straordinari calamitosi – commenta Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa – una convenzione rinnovata al limite della scadenza, un accordo di programma tra amministrazione comunale e Regione Toscana firmato da poco, una laguna che non sta bene e probabilmente un bando per l’assegnazione dei lavori che non partirà prima di maggio». Piro è preoccupato.
«In un momento come questo dove – aggiunge – persone straordinarie stanno mettendo la loro vita a rischio per aiutarci ad uscire dalla pandemia mi dispiace parlare di azienda, ma ne sono costretto perché di giorno in giorno cresce la preoccupazione per quello che sarà il futuro di questa realtà. Per una azienda che ha sofferto tre calamità naturali se consideriamo il problema del metil mercurio, l’alluvione e la moria, per una azienda che aveva strutturato un piano industriale destinato a riportare il fatturato a livelli consoni, con investimenti personali di ogni singolo socio, vivere un momento come questo può essere devastante. Abbiamo lottato per mantenere i posti di lavoro, perché crediamo nella professionalità e nell’attaccamento a questa realtà da parte di chi ci lavora. Adesso – continua – dobbiamo fare i conti con il presente, con incassi che sono passati rispetto alle previsioni dal 75% in meno e che rischiano di azzerarsi completamente nei prossimi giorni. Sempre sperando che non ci siano ulteriori danni».
Secondo il presidente le conseguenze al momento non sono calcolabili. «Non voglio parlare della quantificazione di danni economici finanziari perché credo che ancora siano incalcolabili: tutta la filiera dal ristorante, che aveva registrato i primi due mesi dell’anno migliori di sempre, alla trasformazione dei prodotti di eccellenza». Un crollo del mercato dovuto anche alla chiusura dei ristoranti in virtù del decreto Conte. «Noi non molleremo – continua – non lo abbiamo mai fatto ma ricordo che siamo in attesa di un’estate che si preannuncia straordinariamente calda e quindi ancora una volta ci troveremo a soffrire di un timore ormai costante che fa parte del nostro quotidiano dal 2015. Per fortuna siamo stati autorizzati dalla Regione Toscana a immettere acqua in laguna per prevenire i problemi stagionali. Ho sempre pensato che dai momenti brutti si debbano tirare fuori le risorse per riprendere il cammino e risolvere i problemi, per questo è necessaria l’unità di intenti e le sinergie diventano fondamentali, che siano politiche, amministrative ed imprenditoriali. Basta polemiche, basta retorica, dobbiamo alzare la testa e lo dobbiamo fare tutti insieme con comprensione e forza, noi faremo la nostra parte». — ivana agostini
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