Il Tirreno

Grosseto

NUOVA INIZIATIVA

La libreria è chiusa: romanzi e manuali si trasferiscono all'edicola

Federica Falconi della libreria Mondadori
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Federica Falconi della libreria Mondadori

La Mondadori ha calato le saracinesche per Decreto, ma rifornirà il chiosco di via Ximenes per i suoi clienti

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GROSSETO. È chiusa la libreria? E i libri si “trasferiscono” in edicola. Edicolanti e librai si tendono la mano per affrontare l’emergenza coronavirus.

Il chiosco di Porta Corsica (che è aperto) si trasforma, fino alla riapertura della libreria Mondadori (chiusa in corso Carducci per decreto governativo), anche in un punto di ritiro libri che la libreria gli rifornisce su richiesta del cliente.

Un servizio nato in tempi d’emergenza e ben spiegato dalla titolare della libreria, Federica Falconi, che ha avuto l’idea. «Secondo il nuovo decreto – spiega lei – le edicole e le edicole/librerie rimangono aperte. Le librerie invece sono state chiuse in data 12 marzo insieme ad altre attività commerciali. Negli ultimi giorni, prima della chiusura totale, abbiamo ricordato e sponsorizzato più che mai il servizio gratuito di consegna a domicilio e molti clienti ne hanno usufruito con piacere. Ad oggi, a livello nazionale, solo nell’ambito della ristorazione è consentita la consegna a domicilio mentre a noi non è più permessa». Falconi spiega di aver preso spunto da altri colleghi in Italia e ieri mattina, mentre è andata a fare la spesa al supermercato Coop in via Ximenes, si è fermata a comprare il giornale all’edicola di Porta Corsica. Proprio lì è nata l’idea grazie alla disponibilità dei titolari Rodolfo ed Eli ai quali lei stessa ha «proposto una formula di collaborazione che loro hanno accolto con gioia».

Ecco il risultato: «l’edicola si trasforma, fino alla riapertura della libreria Mondadori, anche in un punto di ritiro libri che la libreria gli rifornisce ogni tot giorni su richiesta del cliente». Il libro si prenota telefonando in libreria allo 0564 22329 (che è il numero della libreria al quale è stata attivata la deviazione di chiamata) oppure scrivendo un messaggio sulla pagina Facebook della libreria Mondadori Grosseto o inviando un messaggio whatsapp al numero 392 3438682. Appena il libro è disponibile, il cliente viene avvisato e può andare all’edicola di Porta Corsica nei seguenti orari: dalle 7 fino alle 17,45. In questo modo Federica Falconi riesce a fornire un servizio che non riguarda solo il piacere della lettura, ma permette di soddisfare anche la necessità per chi deve studiare a casa. «Un servizio utile perché non ci chiedono solo romanzi, ma anche libri di testo per chi deve sostenere esami all’università o si prepara a un concorso». In questo modo l’edicolante vende potenzialmente un giornale in più e il libraio riesce a soddisfare la richiesta di un cliente. Si rafforza così un ruolo di presidio per l’informazione e la cultura.

La titolare della Mondadori lancia poi un appello a non abbandonare il commercio cittadino costretto dal virus al calo delle saracinesche. La sua attività rientra tra gli esercenti che devono stare chiusi per decreto, appunto. E non può fare consegne a domicilio di libri al contrario (per esempio) dei colossi del commercio online, che tra le altre cose vendono e consegnano libri a domicilio in tutta Italia.

Dice Federica: «Secondo me la chiusura delle librerie è anche giusta. C’è chi dice che dovessero stare aperte, ma per quanto io ami il mio lavoro, penso sinceramente che se ragioniamo così non sarebbe chiuso nessuno. E invece è il momento di stringere i denti e sacrificarci tutti. Però almeno le consegne a domicilio avrebbero potuto consentircele... Le richieste sono comunque tante». Sul telefonino Federica ha inserito fin da subito il trasferimento di chiamata dal numero fisso della libreria «e i clienti chiamano in continuazione perché vorrebbero comprare i libri ma io non posso venderli».

Qualche parola sull’E-comerce. «Secondo me non è il momento di passare il tempo che abbiamo a casa a fare shopping online anche per gli acquisti più inutili. Fattorini e corrieri lavorano come matti e girano in continuazione in tantissime case: con tutte le precauzioni e mascherine del caso che hanno, occhio anche a loro».

Poi un appello.

«Smettiamola con questo shopping online e ricordiamoci che siamo dentro una catena in cui siamo coinvolti tutti, e non fa bene a nessuno se il negozio di vicinato chiude. Quando la quarantena sarà finita non dimenticate i negozi “fisici” , perché se non sarete voi ad aiutare i commercianti della vostra città, le serrande non si alzeranno più e vivrete in una città spettrale per sempre. Sono i piccoli negozi che tengono viva una città». —


 

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