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Supermercati aperti anche di domenica: sciopero di sedici ore
Grosseto. Unicoop Tirreno ha già deciso che chiuderà per le prossime due festività, Carrefour va verso una riduzione degli orari. Conad il 22 marzo spegne le casse alle 13.
GROSSETO. In prima linea ci sono i medici, gli infermieri, gli operatori socio-sanitari: ma ci sono molte categorie di lavoratori che l’emergenza coronavirus ha messo sotto pressione; per esempio, i dipendenti dei supermercati: dai cassieri agli addetti agli scaffali o ai banchi dei “freschi; dato che qui si vendono generi di prima necessità, gli store possono rimanere aperti dal lunedì alla domenica. Negli ultimi giorni Cgil, Cisl e Uil hanno inviato più di un appello perché venissero ridotti gli orari di apertura e si optasse per la chiusura domenicale. Secondo i sindacati, l’esortazione non avrebbe provocato l’effetto sperato: «Ecco perché – dicono le rappresentanze locali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – siamo costretti a proclamare lo sciopero di tutto il settore: per 16 ore».
LA RIVENDICAZIONE
L’astensione prevista scatta da domenica 22 marzo per le prime otto ore. Cgil, Cisl e Uil fanno il loro appello. «Invitiamo tutti i lavoratori e le lavoratrici a aderire perché abbiamo il dovere di salvaguardare la salute di tutti. Mettiamo davanti la nostra vita, le nostre famiglie, i nostri affetti. Basta al servizio non essenziale».
NEL MIRINO IL GIORNO DI FESTA
Secondo i sindacati «non essenziale» in questa emergenza che ha rivoluzionato la vita di ciascuno di noi sarebbe, per esempio, l’apertura dei supermercati tutti i giorni: sette giorni su sette. E la chiusura domenicale consentirebbe, in primis, «un riposo psicofisico ai dipendenti». Lo sciopero non riguarderà i dipendenti dei punti vendita di Unicoop Tirreno che ha deciso – ancor prima che venissero avanti le rivendicazioni sindacali – di chiudere più di 1.100 punti vendita Coop in Italia, per le prossime due domeniche: domani e il 29 marzo. «Da un lato c’è il governo – nota Piero Canova, direttore generale di Unicoop Tirreno – che ci dice che è necessario adottare misure più restrittive: e noi non vogliamo fornire un motivo in più per andare in giro la domenica. Dall’altra parte ci sono i nostri dipendenti, a cui vogliamo dare un po’ di respiro. Chiudiamo due domeniche, poi ci sediamo e decideremo». Conad Grosseto, invece, per domenica 22 marzo chiuderà i punti vendita alle 13.
PERICOLO FILE?
L’ipotesi che i supermercati possano serrare la domenica o ridurre l’orario di apertura già serpeggia tra i consumatori maremmani. Tant’è che ieri mattina, alle 9, di fronte al Conad di via Senegal gli acquirenti erano in fila – nel parcheggio – in attesa dell’entrata scaglionata che garantisce le distanze di sicurezze. E anche in molti punti vendita cittadini a marchio Carrefour ieri si è registrata un’affluenza più “concentrata” rispetto ai giorni precedenti. Secondo Etruria Retail, il gruppo cooperativo della grande distribuzione con sede a Badesse e che detiene l’esclusiva dell’utilizzo del marchio Carrefour – limitare eccessivamente gli orari di apertura significa alzare l’asticella del rischio assembramenti, che è ciò che bisogna evitare; coerentemente con la linea intrapresa da Carrefour Italia, Etruria Retail sta comunque andando nella direzione di un accorciamento degli orari di vendita. C’è anche un’altra questione: tutti i marchi della grande distribuzione si sono dotati o di personale addestrato o di vigilantes per gestire i flussi di clienti, ma non sono autorità di pubblica sicurezza e in caso di “calca” non hanno strumenti per imporsi efficacemente.
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