Il Tirreno

Grosseto

da castiglione a sorano 

Poste, sindaci infuriati per la riduzione degli orari

Enrico Giovannelli/

Farnetani promette un esposto contro la società mentre  Vanni informa il prefetto anche della chiusura degli uffici delle frazioni

3 MINUTI DI LETTURA





Enrico Giovannelli/grosseto

La riduzione degli orari degli uffici postali con l’apertura che è ora mediamente di tre giorni a settimana –pur con delle eccezioni – ha fatto saltare molti sindaci della Maremma sul piede di guerra.

Dopo lo sfogo di Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada, c’è un altro primo cittadino che ha deciso di andare alle vie di fatto: da Castiglione della Pescaia è Giancarlo Farnetani. «Faremo un esposto contro Poste Italiane per interruzione di pubblico servizio – scrive su Facebook il sindaco castiglionese – È la strada giusta, come hanno intenzione di fare tanti altri colleghi della Provincia».

Farnetani da anni ha intrapreso azioni per salvaguardare l’apertura degli uffici postali del suo comune: memorabile la battaglia di qualche anno fa per tenere in vita quelli di Buriano e Punta Ala: e la notizia della chiusura proprio di quelli delle frazioni, e l’apertura a singhiozzo della sola sede del capoluogo non l’ha digerita. Il suo è uno sfogo che va dritto al sodo: «Ho saputo delle decisioni da amici e conoscenti e non dal direttore provinciale o regionale di Poste Italiane, che mi hanno inoltrato il nuovo orario di apertura dell’ufficio postale di Castiglione, ora nei giorni di martedì, giovedì e sabato, mentre gli altri delle frazioni sono chiusi. Nel complesso la riduzione settimanale per l’intero comune è di 15 giorni. Tutte le esigenze dei cittadini, sicuramente ridotte rispetto al pre-virus, dovranno essere soddisfatte solo con l’apertura dei tre giorni a Castiglione». Farnetani continua ponendosi anche delle domande: «È con questa organizzazione che Poste Italiane intende tutelare la salute dei cittadini e dei propri dipendenti? Credo proprio di no. Con questo comportamento crea i presupposti, in questo periodo di emergenza sanitaria, per far contravvenire ai cittadini le due regole principali dettate dai Dpcm in materia di prevenzione del coronavirus: evitare movimenti sul territorio e di conseguenza gli assembramenti». La chiusura è un’altra stoccata a Poste Italiane: «Già con le prime disposizioni sulla riorganizzazione del servizio, consapevole delle difficoltà del momento e della necessità di salvaguardare la salute dei lavoratori, avevo provato a avviare un dialogo con la direzione regionale di Poste Italiane per formulare una proposta: ma nessuna apertura al dialogo è stata concessa. Anzi la risposta è stata arrogante e insensibile di fronte alle esigenze dei cittadini. Ora basta. La strada da seguire è quella attivata da alcuni colleghi della provincia: un esposto contro Poste per interruzione di pubblico servizio».

Sulla stessa linea c’è anche il sindaco di Sorano Pierandrea Vanni: «La giusta tutela dei dipendenti di Poste Italiane non può però determinare ulteriori penalizzazioni delle aree interne e dei suoi abitanti, soprattutto quelli anziani che sono poi la maggioranza. Tre dei quattro uffici postali presenti sul territorio, di cui proprio tre erano aperti solo uno o due giorni la settimana, sono stati chiusi per effetto dell’emergenza sanitaria. L’ufficio di Sorano capoluogo ora è aperto solo tre giorni la settimana. È chiaro che con questa situazione per riscuotere la pensione molti anziani saranno costretti a spostarsi con disagi e inevitabile assembramento di persone. Deve essere fatto tutto il possibile per assicurare il pagamento delle pensioni in condizioni di sicurezza ma anche con le modalità che tutti possano riscuoterla senza spostamenti. Della situazione ho già avvistato il Prefetto di Grosseto». –

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa