Gioco
Due medici rinviano la pensione: «Non molliamo i nostri pazienti»
Grosseto. Tiziana Spargi e Giancarlo Vitillo avrebbero concluso il servizio il 1° aprile. «Impensabile andare a casa proprio ora»
GROSSETO. A Grosseto due medici di base sarebbero andati in pensione il 1° aprile ma hanno scelto di restare in servizio per affrontare l’emergenza coronavirus. Tiziana Spargi e Giancarlo Vitillo non molleranno i loro 2.600 pazienti. La loro pensione per ora è congelata fino al 30 aprile (ma i tempi potrebbero allungarsi).
Tiziana Spargi: «Sì, prorogo la pensione è vero, ma è una piccola cosa», tiene a dire subito la dottoressa che segue circa 1.200 cittadini nel suo ambulatorio di via Senegal. «Abbiamo rimandato di un pochino per non aggravare in questo momento anche gli uffici – racconta lei – Il cambio del medico di famiglia è sempre una cosa complessa. Comunque non c’è niente di straordinario nel mio gesto, anche i miei colleghi hanno fatto altrettanto. Una piccola cosa rispetto a quel che succede nelle zone più critiche del contagio. Questo è il nostro lavoro, lo facciamo da tanti anni: sarebbe stata una risposta egoista andare a casa ora. È un gesto normalissimo che fa parte di noi».
La pensione per lei sarebbe arrivata il 1° aprile. «Ho rimandato di un mese, ma anche se fosse più tempo va bene, ripeto: è il nostro lavoro e nulla di eccezionale. Straordinari sono invece coloro che in altre zone del paese guardano in faccia il contagio, nelle forme più dure e gravi stando a contatto con centinaia o migliaia di casi ogni giorno. Anche noi lavoriamo a contatto con le persone, è vero, ma cerchiamo di limitare gli accessi all’ambulatorio, di lavorare per telefono e andare a domicilio ove possibile. Alla fine è il lavoro di sempre, un pochino più faticoso e stressante da punto di vista psicologico, ma è il lavoro di sempre. E poi vi confesso: io vado in pensione, sì, ma lavoro volentieri anche ora».
La situazione “mascherine” com’è? «Ci danno quello che possono darci – risponde il medico – Qualcosa abbiamo, poi ci arrangiamo: è la condizione di tutti. Va affrontata un’emergenza impensabile, sarebbe stato impossibile avere a disposizione tutto. Quello che va ribadito ai cittadini è stare a casa, non ricevere nemmeno figli e nipoti, nessuno. I miei genitori, la mia suocera: anch’io li sento per telefono. Certo è dura, ma serve per tutelare loro; specie noi medici potremmo essere vettori. E invece vedo sempre in giro gente che corre, genitori coi passeggini, bimbi con i tricicli e questo non va bene».
L’azienda ha “chiesto” di restare in servizio ai due medici pensionandi o era un’indicazione più ferrea? «No, è stata una richiesta – dice Spargi – Le domande di pensionamento mia e del collega (Giancarlo Vitillo, ndr) erano già state avanzate in precedenza. L’azienda in qualche modo ha “spinto” perché rimandassimo, ma insomma, sinceramente questo aspetto non me lo sono nemmeno posto, perché io ho risposto subito “va bene”. Non sarà un grosso sacrificio. Per ora è un mese, poi se fossero anche due o tre mesi (speriamo che l’emergenza duri il meno possibile) va bene».
Tiziana Spargi è cugina di Genni Spargi (Il Tirreno l’ha intervistata pochi giorni fa) che è direttrice della Uoc Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Misericordia. «È una persona molto tranquilla mia cugina, molto calma e molto brava – la descrive Tiziana – Credo che risponderà con competenza ed equilibrio a tutte le richieste. Una persona dotata di grande equilibrio e adatta per il posto in cui è».
Un messaggio Tiziana Spargi lo vuol dare ai cittadini. «A volte noi medici siamo visti come il nemico e questo non ci aiuta: noi invece siamo gli stessi medici di 3 mesi fa, non siamo cambiati, non siamo eroi ora che c’è un’emergenza: facciamo il lavoro allo stesso modo di sempre e sarebbe bello che il nostro mestiere fosse riconosciuto così importante anche al di fuori di un’emergenza. I medici non sono eroi adesso. Ci teniamo a essere rispettati per tutto l’anno e non solo a essere messi sugli altari quando c’è un’emergenza».
Giancarlo Vitillo è l’altro medico di base che doveva andare in pensione tra dieci giorni ma ha scelto di restare in servizio. «Dovevo congedarmi il 1° aprile – dice – Il 16 mattina mi ha raggiunto telefonicamente il mio capo, che è la responsabile della Medicina generale per il territorio dell’area grossetana, e mi ha detto: “Senti, l’azienda ti inviterebbe a restare data l’emergenza, se sei disponibile…”». Con 40 anni di lavoro, ormai prossimo al meritato riposo, Vitillo ha detto subito sì. La durata del servizio aggiuntivo è al momento fino al 30 aprile, ma ieri nella delibera della direzione generale che ufficializza il congelamento della sua pensione fino a quella data è scritto che resta da valutare l’evoluzione sanitaria, dunque è probabile che i tempi slittino. Vitillo ha quasi 1.400 mutuati e non li molla proprio ora. All’Asl ha dato la sua immediata disponibilità perché - dice - «non sarebbe stato nemmeno pensabile il contrario».
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